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Il dramma degli istriani viene raccontato in un libro

di Enrico Vincenzi
Il dramma degli istriani viene raccontato in un libro

Raccontare per non dimenticare la storia ed il dramma dei profughi istriani a Carpi. È questo l’intento che ha mosso gli autori del libro “I 60 anni del Villaggio San Marco a Fossoli”, che verrà...

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Raccontare per non dimenticare la storia ed il dramma dei profughi istriani a Carpi. È questo l’intento che ha mosso gli autori del libro “I 60 anni del Villaggio San Marco a Fossoli”, che verrà presentato ufficialmente sabato prossimo, all’Auditorium San Rocco a partire dalle 10.30.

Il libro, curato da Luigi Vallini e dall’Associazione Venezia Giulia e Dalmazia, in collaborazione con Comune e Provincia e Città di Carpi, racconta, attraverso interventi di storici e testimoni diretti, l’esperienza del Villaggio San Marco, istituito nell’ex campo di concentramento di Fossoli nel 1954 e che ospitò 250 famiglie provenienti dalle ex colonie italiane dell’Istria e della Dalmazia. «È un caso unico di insediamento sul territorio nazionale, sia per il numero di presenze che per il lunghissimo periodo temporale di permanenza, circa sedici anni», racconta Giampaolo Pani, presidente provinciale dell’Avgd. Sedici anni non facili, in cui emarginazione e discriminazione si mischiarono ad atti di generosità, grazie ai quali il villaggio San Marco, dice Pani, «è stato un esempio di riuscita integrazione e centro di aggregazione con il territorio carpigiano».

Un’esperienza di cui va custodita la memoria, spiega il sindaco Alberto Bellelli: «Questo libro è nato da uno studio del 2013, e ha dato dignità a una storia importante, mentre il silenzio, la dignità, la toglie».

Oltre al silenzio, la dignità viene attaccata anche per scopi di «tifoseria politica», come li definisce il sindaco. Ultimo di questi episodi è il volantinaggio del circolo di ispirazione comunista Iskra, avvenuto nel Giorno del Ricordo. Secondo i comunisti, nelle commemorazioni si mettono «sullo stesso piano nazismo e antifascisti, repubblichini e partigiani». «Un atto del genere indica ignoranza - ha detto Pani -, ed ecco perché ci teniamo a portare avanti la nostra storia, dopo tanti anni di silenzio, anche con le scuole». Per questo, Avgd ha chiesto al sindaco di avere uno spazio per una mostra permanente sul villaggio San Marco nell’ex campo di concentramento. Soluzione, ha detto il sindaco, a cui si sta lavorando, grazie ai finanziamenti destinati al restauro dell’area dell’ex campo di concentramento. La presentazione del libro su San Marco serve anche per lanciare un'altra iniziativa di Avgd, dedicata all'esperienza del campo per i profughi istriani di via Caselle a Modena. «È una testimonianza molto pesante. Abbiamo subito una forte discriminazione e l’integrazione con i modenesi è venuta solo con il passare degli anni» ha detto Edda Molinari, testimone di quei fatti.

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