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Il Pd grida «Mammia mia...» Bortolamasi non fa sconti: «Il pesce puzza dalla testa»

di Davide Berti
Il Pd grida «Mammia mia...» Bortolamasi non fa sconti: «Il pesce puzza dalla testa»

Inizia la resa dei conti ancor prima che Renzi si dimetta: «Serve un’assunzione di responsabilità da parte di tutti». Fava: «Una sconfitta netta, solo opposizione»

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“Mamma mia” è un musical. Ma questa volta c’è poco da cantare e ballare. “Mamma mia”, appunto, è stata questa l’espressione più educata ma eloquente, tra Whatsapp e telefonate, che in casa Dem hanno usato per commentare il crollo del Pd modenese.

Per capire le proporzioni si guardino i numeri: il Pd lascia lì di fatto mezzo partito rispetto alle Europee 2014, crolla ulteriormente rispetto alle Regionali 2014 perde il 15 per cento dall’ultima tornata politica del 2013. Può bastare? Andiamo anche ai voti assoluti: il Pd in provincia alla Camera conta 110.418 voti, nel 2013 sempre alla Camera furono 163.243 le persone che votarono Pd. Cinquantatremila persone in provincia che hanno deciso di non riconfermare la fiducia al Pd. Dove se ne sono andate? In proporzione pochissime a Leu, poche dai Cinquestelle, molte di più verso la Lega.

Un risultato da bocciatura netta che il Pd stesso non nasconde, non ci prova nemmeno: «La sconfitta del Pd è netta, questo è chiaro e incontrovertibile - spiega il segretario del Pd Davide Fava - Nonostante le difficoltà, comunque, nel modenese il partito è riuscito a eleggere tre parlamentari nei cinque collegi uninominali: en plein al Senato con Edoardo Patriarca e Vanna Iori e, poi, Beatrice Lorenzin alla Camera nel collegio della città. Grande rammarico, anche personale, per la non elezione di Stefano Vaccari nel collegio di Cento e Claudio De Vincenti nel collegio di Sassuolo, nonostante entrambi, negli ultimi cinque anni, nei rispettivi ruoli ricoperti, abbiano dato prova di essere, a pieno titolo, parte di quella classe dirigente di cui il Paese, io ritengo, abbia bisogno».

Tolto il rammarico, restano i numeri: «Con il voto, invece, è stata espressa una forte istanza di discontinuità rispetto al governo degli ultimi 5 anni. Ciò non toglie che chi, come me, ha votato Pd possa sentirsi orgoglioso di come il Paese, oggi, sia molto diverso da quello che era nel 2011/2012. L’elezione odierna definisce quella che è la nuova geografia politica del Parlamento italiano. Gli elettori hanno assegnato al Pd il ruolo di opposizione, che la classe dirigente ne prenda atto e vesta questo ruolo dignità e capacità. Ora è necessario che le forze che sono state riconosciute dal corpo elettorale si assumano la piena responsabilità del governo del Paese e che lo facciano nel rispetto della Costituzione e della prassi istituzionale. In altre parole, è finita l’era dei “vaffa”, quella della lista dei ministri inviata per mail e quella delle ruspe. È iniziato, invece, un periodo in cui la responsabilità di governo si deve esplicitare in azioni politiche per il bene dell’Italia».

Molto più amaro il commento del segretario cittadino Andrea Bortolamasi, che parte subito in modo inequivocabile: «Il pesce puzza sempre dalla testa e se il mio partito crolla, la responsabilità è di chi guida la barca, segretario in primis. Ma è un dato purtroppo più ampio».

Dimissioni di Renzi a parte, Bortolamasi non si sottrae: «Serve un’assunzione di responsabilità da parte di tutti, dal gruppo dirigente e dai tanti amministratori dei nostri territori per non far naufragare il progetto del partito democratico, a costo anche di scelte drastiche. Il Pd rappresenta un patrimonio da non disperdere». Si leva dal Pd di Modena, dal suo segretario cittadino Andrea Bortolamasi, una voce realista in queste ore drammatiche per il centrosinistra e i dem. Bortolamasi, modenese che a Bologna lavora nello staff del governatore Stefano Bonaccini in viale Aldo Moro, parte da «un dato: una sconfitta, a livello nazionale, netta. senza nessun appiglio. L’ennesima prova, anche a livello locale, che tutto è contendibile e che, il dato credo debba far riflettere di più, il campo di centrosinistra è marginale».

Insomma, rimarca Bortolamasi, «si è chiusa una fase, storica: adesso però serve lucidità, di analisi e forza, per ripartire», anche se «è chiaro che i sentimenti di queste ore sono quelli di smarrimento, depressione e timore, per il futuro. Il momento, per il nostro partito è difficile, come mai dalla sua nascita». Del resto, continua il segretario comunale di Modena nella sua analisi, «non ha pagato la responsabilità mostrata in questi anni, lo scarto tra i risultati del governo e i voti è enorme: è giusto per me, ora, non avventurarsi in governi di responsabilità nazionale o di scopo. Abbiamo perso, è giusto che si stia all'opposizione». E si pensi a Modena nel suo complesso: «Dobbiamo farlo da subito e mi auguro che possa esistere un ragionamento ampio per tutto il centrosinistra». Il braccio verso Liberi e Uguali per ammorbidire, se possibile, l’ormai inevitabile ballottaggio a giugno 2019, è già teso.



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