Gazzetta di Modena

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Il Pd mai così in basso A Pavullo sorpasso Lega

di Daniele Montanari

Per la prima volta dal 1958 il partito più votato non è più del centro sinistra Cintori: «Sappiamo stare tra la gente». Il dem Iseppi: «Divisi si perde sempre»

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PAVULLO. Le politiche 2018 hanno condotto a un risultato “epocale” a Pavullo: per la prima volta dal 1958 il partito con la più alta percentuale non è più uno di centrosinistra (Pci, Pds, Ds, Pd) ma di centrodestra. Sì, perché qui, nonostante un lungo periodo di governo locale, la Dc riuscì ad avere la maggioranza relativa solo 60 anni fa tondi tondi, e per un'unica volta. Adesso il “testimonial” passa alla Lega, che ha conseguito (sul dato della Camera) un sorprendente 27,22%, ancora più sorprendente se si pensa che nel 2013 era al 3,11%. «È un risultato che va oltre ogni più rosea aspettativa – sottolinea Gian Paolo Cintori, presidente del Consiglio comunale – mi sono sentito col segretario regionale Gianluca Vinci che si è mostrato soddisfattissimo. Non vogliamo prenderci meriti non nostri: c'è stato un trend nazionale chiaro ovunque. Ma forse un piccolo contributo lo avrà dato anche il nostro saper stare tra la gente ascoltando i problemi e cercando di dare delle risposte». Altra netta impennata, pur in diversa proporzione, per Fratelli d'Italia, che ha raggiunto il 4,39% più che raddoppiando l'1,9% registrato nel 2013: «Avevamo 187 voti, adesso sono diventati 407 – nota il vicesindaco Daniele Iseppi – penso che comunque sia un dato di territorio significativo». L'effetto-Biolchini (nella foto a sinistra mentre vota) ha dunque pesato sul voto? «È tutto il centrodestra che è andato benissimo – commenta lui - e la Lega poi ha fatto un risultato enorme: siamo super contenti per i nostri alleati e il risultato di coalizione al 43,47%. Non ci prendiamo meriti altrui, speriamo però di aver contribuito anche noi al risultato». Tutt'altro umore in casa Pd, di fronte a un amaro 22,14%: «Abbiamo perso voti che sono andati dritti alla Lega, ed è preoccupante vedere come la gente si sia indirizzata su toni estremisti – sottolinea il segretario Nicola Lami – ma anche Liberi e Uguali non è riuscito a catalizzare molto il mondo di sinistra e sindacale. Sono convinto però che riusciremo a recuperare già con le regionali». «È una sconfitta epocale per il Pd e il centrosinistra – dice senza mezzi termini il capogruppo Stefano Iseppi – non rappresentiamo più i più deboli, e questo deve far riflettere a ogni livello sulle politiche che sono state portate avanti. Dobbiamo ripartire dal confronto e da ciò che ci unisce. Perché divisi si perde, a ogni livello». Soddisfatti i 5 Stelle, affermati sul 25.99%: «Era un risultato nell'aria, che ci spinge a lavorare sempre di più per il territorio» osserva Fabio Catani. «L'elettorato ha punito le scelte politiche fallimentari e cocciute portate avanti con arroganza dal Pd – aggiunge Davide Venturelli – a partire da quelle sanitarie». «Sono state punite le politiche della pseudo sinistra – rilancia la civica Morena Minelli – e ha vinto la proposta di pancia della Lega. Il Pd si faccia un esame: la sinistra esiste ancora, ma non ha più una casa».



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