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Bassa, referendum per espellere i santi dalla pagina Facebook del paese

di Valentina Corsini
Bassa, referendum per espellere i santi dalla pagina Facebook del paese

Ogni mattina un appassionato pubblica la storia e l’immagine sul gruppo, ma ad alcuni dà fastidio L’amministratore consulta i 2000 aderenti, e 185 si dicono “non interessati”. La sentenza: cacciato

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“Italiani, popolo di santi, poeti e navigatori”. afferma il popolare detto. Di santi, però, forse no.

Almeno a giudicare dal “tribunale inquisitorio” rispolverato su Facebook, in un noto gruppo dedicato ad un paese della Bassa. Dove contro uno degli iscritti, reo “di dare fastidio” a qualcuno della comunità di internauti perché postava tutte le mattine un’approfondita storia a carattere culturale sul Santo del giorno, è stato indetto addirittura un referendum per metterlo al bando.

Così l’amministratore della pagina, calandosi nelle vesti di “sceriffo”, ha dato il via al “Mezzogiorno di fuoco” da voto. Il cui esito è stato che Il Santo “non s’ha da fare, né domani, né mai”.

Questo è stato deciso in pieno stile manzoniano dal popolo social del gruppo: 185 iscritti (su più di 2mila) si sono espressi giudicando “non interessante il Santo del giorno” (nonché i post di “Buongiorno” di qualche altro utente…); 67 invece hanno ritenuto “indifferenti entrambi i post”. Alla luce dello spoglio delle schede social, quindi, il responsabile della pagina ha prontamente pubblicato “l’editto” di messa alla berlina del Santo “incriminato”.

«Gli amministratori hanno deciso di eliminare (appena verrà visualizzato) il post dei Santi visto che viola il regolamento che impone di non pubblicare argomenti religiosi - ha scritto - mentre per quello che riguarda il post del buongiorno, reputandolo un gesto cortese che non viola il regolamento, potrà restare. Nel caso i post di alcuni partecipanti al gruppo disturbassero, invito ad andare sulla pagina privata dell’utente e bloccarlo. Comunque, dato il risultato, ci attiveremo per avvisare chi pubblica questi post che, nel gruppo, a meno del 10 % dei partecipanti sono sgraditi».

Peccato che del processo e della sentenza su a suo carico, il principale “imputato” ne sia venuto a conoscenza solo ieri e non per mano degli amministratori, ma dopo giorni, da altri.

«Buongiorno (posso dirlo), ho letto ora il "sondaggio" fatto dall’amministratore. Sono stato invitato da un’altra utente a fare parte del gruppo e a postare il Santo del giorno. Come faccio da più di quattro anni e in più di 70 gruppi social in tutt’Italia. La religione può essere oggetto di discussione o dissensi in altri ambiti, ma in un social dove si discute e si offende su argomenti politici..., credo che questo offenda molto più della religione. E prima di intraprendere dei sondaggi si contatta comunque l'interessato», ha scritto il conosciuto mirandolese su Facebook, annunciando di non disturbarsi con cancellazioni e bannaggi, perché sarebbe serenamente uscito da solo dal gruppo. Una lezione di umanità ed educazione che a lui è stata negata dagli “sceriffi” del web.

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