L’ospedale come una sala d’arte
Il nosocomio ospita la mostra “Micromega” di Zannier. Esperienza positiva
Una nuova mostra all'ospedale di Sassuolo. Questa volta si tratta di “Micromega”, un progetto dell'artista Alessandro Zannier, un professionista multidisciplinare che ha già riscosso notevoli successi a livello assoluto. «Sto portando avanti un progetto multidisciplinare – commenta Zannier - occupandomi di musica, scrittura, arti visive. Ho confezionato “Micromega” come un’operazione artistica fatta anche di arti visive ma ispirata al mondo della scienza, della fisica, e quindi ogni luogo è importante perché ha un taglio divulgativo. Mi trovo a mio agio sia in questo luogo che in altri che ho già affrontato in questo percorso legato tra scienza e arte. È una bella sfida e ho portato delle nuove opere per la prima volta che sono andate ad illustrare un’installazione digitale che ho pubblicato l’anno scorso online che ha fatto abbastanza rumore ed è la prima volta che porto le opere che sono servite ad illustrare contenuti scientifici e musicali di questo sito di indagine in cui si indaga il mondo della materia come in una sorta di un’enciclopedia visionaria divisa per ordini di grandezza, dalle microparticelle, ai micro organismi, all’uomo, alla terra, alle galassie. Sono reinvenzioni di questi soggetti scientifici indagati con delle strutture matematiche». «Continua questa tradizione – ha detto a riguardo il direttore generale dell'ospedale Bruno Zanaroli - e siamo ben contenti di ospitare artisti innovativi e di grande rilievo come Zannier. Personalmente sono rimasto abbastanza colpito dalle opere e ci fa piacere un impatto di rilievo nell’ospedale e continuiamo in questa tradizione che ci vede protagonisti nell’unione tra le attività sanitarie e quelle artistiche». Soddisfatto Luca Bagnoli, che all'interno del nosocomio sassolese è il referente di “Volontariarte”. «Una mostra che dà seguito al progetto che portiamo avanti da oltre un anno – dice - in collaborazione con la galleria Antartide e il suo curatore Alessandro Orlandi. Siamo molto contenti della collaborazione con la galleria perché ci hanno offerto uno spaccato che difficilmente si vede con la stessa intensità». (a.s.)
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