La difesa: «Prassi, il Comune favorì non solo Bianchini»
Per la gestione degli appaltidella ricostruzione a Finale, l'imprenditore Augusto Bianchini non ha nulla da rimproverarsi perchè “era il modus operandi del Comune e non una turbativa della procedura...
Per la gestione degli appalti
della ricostruzione a Finale, l'imprenditore Augusto Bianchini non ha nulla da rimproverarsi perchè “era il modus operandi del Comune e non una turbativa della procedura amministrativa”. Lo ha scritto il suo consulente Alessandro Lolli, ieri. Lolli ha esaminato 17 delle 2000 determine di affidamento lavori uscite in quel periodo dagli uffici del municipio rilevando come “non c’è alcuna discrasia: gli atti sono uguali per Bianchini come per gli altri ”. “La prassi per il Comune era affidare appalti diretti anche sopra la soglia dei 40.000 euro, anche a ditte neocostituite come la Ios, senza richiedere i requisiti e con contabilità sommaria”.
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