Quote del club, Casari dal giudice
Cpl chiede chiarezza sull’affare in Spagna. La difesa: è in buonafede
CONCORDIA. Stamattina, alle 9.30, riprenderanno le udienze sul caso-Ischia con la seconda deposizione del maggiore dei carabinieri, Gianpaolo Scarfato.
Ma ieri, in tribunale, si è tenuta un’altra seduta che riguarda Cpl e Roberto Casari. La società, infatti, rappresentata dagli avvocati Filippo Sgubbi e Tommaso Guerini, si è opposta alla richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero Pasquale Mazzei. Casari è infatti indagato per appropriazione indebita per un affare immobiliare alle isole Baleari. A Cala Blanca l’Immobiliare della Concordia, società controllata da Cpl, aveva acquistato, tramite una società di diritto spagnolo, alcune quote per accedere ad un club esclusivo.
Quote che risultavano intestate a Roberto Casari, persona fisica. Una situazione anomala che la “nuova” Cpl ha scoperto quando la società spagnola ha inviato una fattura a Concordia per le spese annuali di gestione. Era il periodo dell’inchiesta della Procura di Napoli proprio su Ischia e l’ormai ex presidente della cooperativa rispose alle richieste di spiegazioni della nuova dirigenza con la lettera di un avvocato civilista. Quella risposta non venne ritenuta particolarmente esaustiva tanto che Cpl scelse di fare un esposto in Procura. Nel corso del tempo sono stati sentiti diversi testimoni che hanno portato il pm Mazzei a chiedere l’archiviazione contro cui Cpl si è opposta. Nell’udienza di ieri, davanti al gip Andrea Romito, che si è riservato per la decisione, i legali della cooperativa hanno ribadito una posizione conciliante della società concordiese alla ricerca soltanto di verità e non di vendette mentre gli avvocati di Casari - Massimo Vellani e Roberto Chiossi - hanno sostenuto l’assoluta buona fede del loro assistito e come la fruizione del club fosse nella disponibilità di diversi manager Cpl e clienti di alto livello.
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