Volevano rapire la salma del Drake: 16 a processo
Raffica di rinvii a giudizio e 18 patteggiamenti in corso per la banda di Orgosolo che pianificava di sequestrare Enzo Ferrari dalla cappella e chiedere il riscatto
Per il rapimento pianificato della salma del Drake da San Cataldo, sedici dei 34 indagati sono stati rinviati a giudizio e saranno processati a Nuoro, otto hanno chiuso il procedimento penale con il patteggiamento (pene da 4 anni a 3 mesi), mentre in 18 hanno scelto l'abbreviato, in qualche caso condizionato.
È quanto deciso dal Gup del Tribunale di Cagliari, Alessandra Angioni, nel processo contro la presunta banda sgominata dalla Dda cagliaritana che spaziava tra la Sardegna e l’Emilia, soprattutto a Modena, occupandosi oltre che di traffici di droga anche di armi che sarebbero state sottratte all'Esercito prima della demolizione.
La base dell'organizzazione, secondo l’accusa, sarebbe stata Orgosolo. A capo del sodalizio - stando alle ipotesi del procuratore aggiunto Gilberto Ganassi - viene indicato l'orgolese Giovanni Antonio Mereu, noto Caddina, residente nell’Appennino parmense, che ha scelto di essere processato con l'abbreviato. Tra i piani mandati in fumo dalla Dda all’organizzazione criminale figura il più clamoroso riguardava proprio Modena: il progetto di rubare la salma del fondatore della Ferrari, Enzo Ferrari, sepolta al cimitero di San Cataldo, per poi chiedere un riscatto. Il 18 maggio a Nuoro inizierà il processo per i sedici rinviati a giudizio, mentre il giorno prima, il 17 maggio a Cagliari, proseguirà davanti alla Gup il processo in abbreviato per altri diciotto. In otto, come detto, hanno invece patteggiato.
La notizia venne data un anno fa appena sgominata la gang con un arresto di primo piano a Parma. Tutto era pronto per l’esecuzione del colpo più audace ideato a Modena negli ultimi anni: un piano criminale per smurare la lapide e prelevare la salma, trasportarla e custodirla in una casa in Appennino e il piano parallelo per contattare la famiglia e chiedere un riscatto consistente. Il progetto criminale serviva a finanziare il già fiorente traffico di droga e di armi della banda sarda ed era gestito da un compaesano che abitava a settanta chilometri da Modena: Giovanni Antonio Mereu, 46 anni di Traversetolo di Parma. Proprio Mereu, che come si è visto ieri ha avviato il processo abbreviato, era indicato come il basista locale non tanto per il cimitero di San Cataldo quanto per una base logistica nella quale nascondere la salma durante le trattative con i familiari del Drake.
Il piano è però è andato all’aria appena è giunta voce alla Dda di Cagliari, che ha subito avviato indagini scoprendo questo progetto criminale e anche altri progetti dei quali ora i sedici saranno chiamati a rispondere a processo.
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