Abitazioni da ristrutturare Il mercato rialza la testa
Mutui agevolati e bonus fiscali attirano nuovi investitori ma solo sul “vecchio” Affari da 600 euro al metro quadrato mentre il nuovo è ancora in fase di stallo
Il mercato immobiliare inizia a tirare fiato in città. Una timida inversione di rotta, che il settore avverte da non più di un anno e che riguarda prevalentemente gli immobili a uso abitativo. La novità non riguarda in nessun modo gli spazi destinati alle attività commerciali; quanto alle case, invece, se le abitazioni di nuova costruzione rimangono un settore di nicchia, è l’usato a recuperare mercato, complici sia le detrazioni fiscali nelle ristrutturazioni sia una maggiore flessibilità delle banche. Se n’è parlato con i titolari di alcune agenzie immobiliari della città.
Filippo Camurri è alla guida di Carpicasa, in via Roosevelt a Cibeno. «L’aria, da circa sei mesi, è più frizzante - spiega - Nonostante rimanga la paura per un passo, quello del comprare casa, constato maggiore voglia di mettersi in gioco, anche con un debito importante: è soprattutto merito delle banche, che concedono mutui un po’ più agevolmente, e degli ottimi tassi di interesse. D’altra parte, è un conto matematico: i prezzi delle case sono diminuiti, i mutui sono buoni, dunque conviene comprare, sia nuovo che usato. Nello specifico, l’usato costa sempre un po’ meno, quindi si vende e bene. Oltretutto, viaggia su una corsia preferenziale, cui fanno buon gioco i bonus fiscali per la ristrutturazione».
Anche Marco Salami, titolare di Pianeta Casa, in via Manzoni, è della stessa idea. «Abbiamo notato un risveglio - spiega - Sicuramente non riguardante il nuovo, che purtroppo viaggia ancora su prezzi inaccessibili alla stragrande maggioranza delle persone: dai 2mila ai 2500 euro al metro quadro per un immobile di recente costruzione, tra i 900 e i mille euro per fabbricato degli anni 2000. Rimane un mercato di nicchia, ma si vende discretamente, a condizione che risponda alle ultime caratteristiche normative in fatto di antisismica e risparmio energetico. Fa più fatica il nuovo realizzato cinque anni fa, che non risponde a queste caratteristiche. C’è stata, invece, una ripresa delle vendite dell’usato, che ha subito un calo notevole, anche del 50%, rispetto a 5-6 anni fa. Un appartamento degli anni ’70-’80 non ristrutturato si aggira sui 600 euro al metro e questo, unito alle leggi fiscali che consentono di detrarre anche il 50-60% sui costi di ristrutturazione, sta facendo rifiorire la fetta di mercato».
Le zone che vanno per la maggiore: Cibeno, per i quartieri gradevoli all’occhio, e la zona Due Ponti. Il centro storico, invece, soffre. «Molti vogliono uscirne a causa della mancanza di parcheggio - continua Salami - e perché si sono creati quartieri dove gli abitanti sono in prevalenza stranieri. Molti di loro hanno acquistato e lì è il crollo dei prezzi. Il centro oggi si presta più per un acquisto di una casa per affittarla, specie a chi lavora nelle immediate vicinanze».
Quanto agli affitti: sono in aumento anche grazie all’introduzione della cedolare secca. Le tipologie più richieste riguardano appartamenti piccoli, possibilmente arredati. Lo spiega Marco Rossini, dell’omonima agenzia di via Nova. «Il settore riguarda chi ha lavori temporanei o precari o comunque poca disponibilità di soldi o di tempo di permanenza - afferma - Quest’ultimo dato si scontra però con le preferenze dei proprietari, poco propensi a contratti brevi».
Pessima la situazione dei locali ad uso commerciale e artigianale. «C'è un numero sconsiderato di immobili sfitti e invenduti - spiega Salami - Il mercato è saturo, i prezzi sono scesi di oltre la metà rispetto a sette anni fa e comunque non si vendono: né i laboratori degli anni ’70-’80-’90, che vanno dai 450 ai 550 euro al metro quadrato, né i nuovi, che non esistono perché non se ne costruiscono più».
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