Casa per anziani, ancora un anno per aprire
Novi. Lavori ormai conclusi ma serve l’accreditamento. Progetto innovativo con qualche malumore
NOVI. Termineranno a giugno i lavori di costruzione della nuova Casa Residenza Anziani di Novi, il cui cantiere ha preso il via a gennaio scorso in via Don Minzoni. La struttura - 3.600 metri quadrati e 75 posti letto - aprirà però solo a giugno 2019.
«Questo perché è una struttura accreditata e sottoposta a rigorosi controlli della Commissione 564 dell’Ausl, che verificherà siano stati rispettati i parametri qualitativi e di sicurezza per gli ospiti», ha puntualizzato Stefania Ascari, direttore del distretto sanitario di Carpi, in risposta ad uno dei circa 100 cittadini intervenuti mercoledì sera nella sala civica Ferraresi.
I costi complessivi di costruzione dell’edificio sono di 7 milioni di euro “di cui 3,5 milioni finanziati dalla Regione e 1,3 milione euro provenienti da privati e dal ricavato degli sms solidali del sisma” ha precisato Cristiano Terenziani, amministratore unico Asp Terre D’Argine.
A marzo 2017 è stato stipulato dal Comune di Novi l’atto di costituzione del diritto di superficie dell’area dove sorgerà la struttura a favore dell’Ati: composta da Welfare Italia spa di Reggio Emilia e dalla cooperativa sociale “La Pineta” di Reggiolo che, rispettivamente, si occuperanno della costruzione e della gestione della Casa Residenza.
Dettagliata la descrizione della struttura fornita dall’architetto Roberto Vagni di ArchiLabo: «L’edificio sarà costruito come una vecchia corte di campagna in cui troveranno spazio 75 posti letto, di cui 60 già accreditati e i restanti 15 da assegnare, dislocati in camere singole e doppie ed in un’ala dedicata alla senilità e all’Alzheimer. Due i giardini esterni con panchine e portici coperti dove gli anziani potranno passeggiare, una zona pranzo affacciata sul verde e un’area centrale interna molto illuminata da un ampio lucernario. Ci lavoreranno una cinquantina tra Oss, infermieri e medici e ci saranno anche quattro mini alloggi per anziani autosufficienti. L’edificio sarà in classe A e avrà un impianto fotovoltaico che fornirà il 40% di fabbisogno energetico. E sull’accesso di via Don Minzoni metteremo un passaggio pedonale rialzato per collegare la struttura con la pista ciclabile già presente sul lato opposto della strada». Dove in molti, incluso un cittadino intervenuto durante il dibattito, avevano auspicato venisse costruita la struttura: ovvero dietro la caserma dei carabinieri, più comoda al paese senza una strada importante di mezzo. Facendo riemergere qualche vecchia perplessità sul perché si sia invece scelto di edificarla sul terreno a suo tempo di proprietà della Curia.
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