Così Carpi tende la mano per un’Africa Libera
Una delegazione dell’associazione per due mesi in Ghana tra la popolazione per verificare i problemi più urgenti e lo stato dei pozzi d’acqua realizzati
Da Modena all'Africa per aiutare chi ne ha bisogno. È il viaggio che ha affrontato una piccola delegazione modenese che a dicembre è partita per il Ghana con Africa Libera, onlus con sede a Carpi che gestisce progetti di sviluppo in Africa Occidentale. «È iniziato tutto con il corso di Cooperazione Internazionale organizzato dal Comune di Modena», raccontano. Durante il corso, che si svolge a Spilamberto, nella sede della onlus Overseas, e che quest'anno giunge alla dodicesima edizione, varie associazioni di volontariato presentano ai partecipanti le proprie attività, in Italia o all'estero, dando loro la possibilità di parteciparvi tramite uno stage finanziato dal corso stesso. «È stata la mia prima esperienza di questo tipo -aggiunge V.E. trentenne modenese - Ho scelto di compierla con Africa Libera perché mi ha dato la sicurezza di essere seguito nel percorso». Così, a dicembre, insieme a Mitia Ferrario, 25enne, anche lui uscito dal corso di cooperazione, e Marino Malaguti, presidente dell’associazione carpigiana Africa Libera, i tre sono partiti alla volta del Ghana. Qui sono rimasti fino a febbraio a controllare lo stato dei progetti in corso e valutare l'avvio di nuovi percorsi. La base dell'esperienza è stata a Nkoranza, una città nella parte centrale del Paese. Qui, la ong ha la sede locale, e conduce progetti legati principalmente alla sanità, all'accesso all'acqua potabile ed alla creazione di posti di lavoro. Tra questi spiccano la creazione di due poliambulatori, uno dei quali è stato per anni in contatto con l'Asl di Modena. «Una delle cose che vorremmo fare nell'immediato futuro è riallacciare questi contatti», commentano i protagonisti del viaggio solidale. Durnate la permanenza in Ghana sono state numerose le visite ai pozzi che Africa Libera ha costruito in territorio, alcuni dei quali nel nord dello Stato africano. Lì la stagione secca dura sette mesi, durante i quali non piove. E anche nelle zone in cui piove più spesso l'acqua potabile non è garantita, a causa dell'ambiente inquinato dai pesticidi e dalla plastica, che viene abbandonata per strada e bruciata. Per questo motivo, tra le altre cose, l’associazione carpigiana sta cercando di avviare progetti di sensibilizzazione, anche a livello politico locale, sul tema del riciclo. L'esperienza non si è limitata al Ghana: Africa Libera, infatti, da cinque anni è attiva anche in Costa d'Avorio, dove sono in corso progetti per il contrasto della fame e lo sviluppo del lavoro agricolo, in particolare quello femminile. La mortalità infantile nel Paese è al 12,5% ed il 27,3% dei bambini soffre di malnutrizione cronica. La speranza di vita, nel 2017, era di 51 anni. Uno dei posti in cui è stata la piccola delegazione è stata Guibouo, un villaggio di 6000 abitanti in cui non ci sono medici. La farmacia più vicina è in un'altra città, Issia. Qui Africa Libera ha costruito il suo tredicesimo pozzo. La ong è intervenuta su richiesta delle reti di migranti ivoriani presenti in Emilia: favorendo la creazione di cooperative di lavoratori e lavoratrici Africa Libera cerca di creare condizioni di sviluppo concrete per le popolazioni locali, uscite nel 2011 da una guerra civile che mostra ancora i propri segni.
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