Cpl, evitato il deragliamento in aula
Manca documentazione. I giudici: «Venga integrata». Difese compatte all’assalto
CONCORDIA. Oltre un’ora di camera di consiglio per decidere che il processo contro gli ex manager di Cpl potrà proseguire, ma chiedendo alla procura di integrare tutta la documentazione non presente nel fascicolo e quindi sconosciuta alle difese.
La seconda udienza, con protagonista ancora il maggiore dei carabinieri Gianpaolo Scarfato, si è giocata più sui dettagli di giurisprudenza che sul merito delle accuse. Sono state superate di slancio le testimonianze di tre militari, che avevano documentato (con foto e due video mai depositati nell’informativa finale) un presunto scambio di danarose buste tra Francesco Simone e Bruno Santarelli, responsabile commerciale di Cpl nel Nord Africa, ancora nel solco della reintroduzione in Italia di fondi neri. Si è poi ricostruita la perquisizione all’aeroporto di Fiumicino di due amici di Simone (c’era il sospetto che fossero loro i corrieri dei soldi in entrata) di rientro dal Magreb con le famiglie e lo stesso consulente che poi svelò come il denaro fosse passato nel passeggino di un neonato. Ma al momento di sentire Scarfato sulla metanizzazione di Ischia e le relative accuse di associazione a delinquere e corruzione, l’udienza si è praticamente fermata. O meglio, il maggiore dei carabinieri ha ricostruito in parte l’affare Ischia, parlando di come Cpl avesse già avviato l’intervento per portare metano nel Comune quando Giosi Ferrandino era assessore ai Lavori pubblici e di come la strategia fosse finita in naftalina - almeno fino al 2013 - per i Comuni di Casamicciola e Lacco Ameno.
Ma quando ci si è addentrati sul ruolo di Massimo Ferrandino, fratello del sindaco e consulente di Cpl c’è stata la brusca frenata. Scarfato e i militari del Noe sequestrarono i contratti e anche un piano di sviluppo con il decreto governativo del “Fare”, ma in parte quegli atti non sono stati trasmessi dalla procura di Napoli a quella di Modena. In sostanza mancano nel fascicolo di un processo avviato con la citazione diretta a giudizio.
Il tribunale, presieduto da Pier Luigi di Bari, ha dato fiducia ai pm Marco Niccolini e Pasquale Mazzei, ma le difese già sussurrano di ulteriori irregolarità che potrebbero emergere fin dalla prossima udienza di giovedì quando si concluderà la testimonianza di Scarfato e partirà il controesame.(fd)
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