Manifesti fascisti contro la sede Cgil
Nella serata di mercoledì davanti alle porte di ingresso delle Camere del lavoro di Reggio Emilia, Modena e Mantova sono stati affissi dei volantini dal titolo “Per queste donne non c’è mai stato l’8...
Nella serata di mercoledì davanti alle porte di ingresso delle Camere del lavoro di Reggio Emilia, Modena e Mantova sono stati affissi dei volantini dal titolo “Per queste donne non c’è mai stato l’8 marzo”, firmati dal gruppo neofascista Progetto nazionale collegato al Fronte veneto Skinheads e alla galassia di gruppi che fanno riferimento a fascismo e nazismo.
«All’apparenza nulla di grave: alcuni fogli attaccati davanti alle sedi della Cgil. Ma – attaccano dal sindacato – si tratta dell’ennesimo episodio di gruppi molto attivi che in questo caso strumentalizzano la ricorrenza dell’8 marzo per fare del revisionismo storico. Il volantino si chiude con le richieste di ricordare tutte le donne morte nella storia in quanto tali».
In sintesi, il Progetto nazionale accusa i sindacati e le associazioni di sinistra di aver “egemonizzato” la festa della donna, sfruttandola per fare della propaganda. «Questa ricorrenza – si legge infatti nel volantino – ormai quasi completamente egemonizzata dalla Cgil, dal tema della violenza sulle donne al cosiddetto “femminicidio”, si dirama in un calendario di eventi in ogni provincia italiana che si districa tra cittadinanza, lotta al razzismo e condizione delle donne nel medio oriente, ma purtroppo non contempla in nessun caso il periodo storico dove veri e propri orrori ai danni del sesso debole erano all'ordine del giorno, strettamente legati all'odio ideologico. Nessuno parla dei “Femminicidi Partigiani” (spesso preceduti da stupri e torture) su donne ritenute colpevoli di aver sposato una parte politica differente».
Parole che, ovviamente, sono state smentite completamente dal sindacato. «Le accuse che ci sono state rivolte – risponde la Cgil – non hanno alcun fondamento né storico, né giuridico, né di altra natura». Il volantino degli estremisti prosegue poi con un elenco «di sangue innocente. Giuseppina Ghersi, Jolanda Crivelli, Norma Cossetto, le 70 donne uccise nel reggiano solo per citarne qualcuna rispetto ad una lista lunghissima. Quindi chiediamo alla Cgil, ai sindacati e alle istituzioni tutte, di ricordare tutte le donne che nella storia sono morte in quanto tali e di mettere in pratica concretamente quanto viene troppo volte solo propagandato».
Una richiesta rispedita al mittente dalla Camera del lavoro regionale: «Cogliamo l’occasione per tranquillizzare gli estensori del volantino sul fatto che la Cgil come sempre, come ogni giorno, continuerà a mettere in pratica concretamente la difesa dei diritti della lavoratrici e dei lavoratori, di tutti, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche e di condizioni personali e sociali. Come recita la più bella norma del mondo che è la Costituzione italiana, nata proprio dalla lotta al nazifascismo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
