Morti per overdose Difficile stabilire la qualità dell’eroina
Sono a processo per la morte di due tossicodipendenti italiani, avvenuta nel 2012 nei pressi del cavalcavia di via Ciro Menotti. Due ragazzi africani, difesi dagli avvocati Giuseppe Inglima e...
Sono a processo per la morte di due tossicodipendenti italiani, avvenuta nel 2012 nei pressi del cavalcavia di via Ciro Menotti. Due ragazzi africani, difesi dagli avvocati Giuseppe Inglima e Patrizia Tassello, restano accusati della morte in quanto - sostiene l’accusa - sarebbero loro i pusher. Ieri, davanti al giudice Meriggi, hanno testimoniato i periti della procura che hanno fornito alcune indicazioni dopo aver eseguito l’autopsia: la causa del decesso è imputabile alla droga assunta, ma non c’è stata alcuna possibilità di verificare la quantità né la qualità dell’eroina iniettata. È inoltre emerso come, per un tossicodipendente inserito in un percorso di recupero a base di metadone, il ritorno alla droga può essere ancora più letale poiché il fisico non risponde alla stessa maniera e in ultimo è emerso come le sostanze da taglio non siano considerabili causa di morte. Si tornerà in aula a maggio per la discussione finale.
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