Nuove case, i costruttori uniti contro il Comune di Modena
Associazioni preoccupate per gli interventi sospesi: «Gli atti vanno rispettati». Aziende in ansia per le aree di Fratelli Rosselli, Santa Caterina e via della Pietra
MODENA. Bene la legge regionale, un po’ meno bene la delibera comunale che ha congelato gli interventi già avviati. Lo dicono in coro i costruttori modenesi, che ribadiscono un concetto: anche se la questione “congelamento” non riguarda direttamente il nuovo comparto di via Morane, su Vaciglio bisogna andare avanti, perché ci sono diritti acquisiti che farebbero scattare penalità milionarie in caso di retromarcia. Concetti illustrati ieri a Confindustria, in una conferenza che ha messo insieme tutti i rappresentanti delle associazioni dei costruttori, anche se all’ultimo momento c’è stata una defezione eccellente: quella di Carlo Zini, che oltre a essere il presidente dell’Associazione cooperative di produzione lavoro e servizi è il numero uno della Cmb di Carpi e soprattutto di “Modena Estense spa”, società attuatrice del contestato progetto che porterà 550 nuove case a Vaciglio. Ma se Zini ha preferito sfilarsi - facendo tirare un sospiro di sollievo al sindaco Muzzarelli - per evitare domande sul progetto di via Morane, le associazioni dei costruttori hanno lanciato un messaggio molto chiaro: il provvedimento del Comune che ha sospeso gli interventi già avviati non si traduca in una ridiscussione dei relativi progetti.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.16569811:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2018/03/09/news/modena-cmb-allo-scoperto-nuove-case-a-vaciglio-il-cantiere-a-primavera-1.16569811]]
La nuova legge urbanistica. Il ragionamento dei costruttori è partito dalla nuova legge regionale urbanistica: «Una legge che giudichiamo positivamente - spiega il presidente regionale di Ance Stefano Betti - perché andrà a regolamentare per il prossimo futuro il governo del nostro territorio mediante un nuovo strumento urbanistico, il Pug, con l’obiettivo di creare una maggiore attrattività delle città anche attraverso la rigenerazione urbana. Al di là dei facili slogan - aggiunge il presidente dell’Associazione costruttori di Confindustria - l’esigenza di contenere il consumo di suolo ci vede tutti d’accordo».
A lasciare perplessi i costruttori è però «la delibera del Comune che ha temporaneamente sospeso l’efficacia delle procedure relative agli interventi e alle convenzioni urbanistiche già avviate, e in parte approvate. Una delibera che non era strettamente necessaria - incalza Betti - e che ci preoccupa, perché non vorremmo che in questo modo si arrivasse a rivedere in modo retroattivo le decisioni già prese, minando alla base la certezza dei diritti acquisiti e la stessa attrattività in città per gli investitori».
Da Fratelli Rosselli a Santa Caterina Ma quali sono gli interventi che al momento sono stati confinati nel “limbo”? Non di certo quello di Vaciglio, che partirà a breve, e nemmeno le operazioni già previste dallo “Sblocca Modena”: tra i progetti momentaneamente sospesi ci sono però quelli delle “zone F” in via Fratelli Rosselli, dove sono previste 22 palazzine per un totale di 354 alloggi, in via Santa Caterina, dove i nuovi appartamenti saranno 83, e in via della Pietra. E il timore dei costruttori, appunto, è che la sospensione voluta dal Comune per gestire la transizione tra la vecchia e la nuova legge porti ad una revisione o, considerato il clima che si è creato attorno alle nuove case di via Morane, addirittura ad uno stralcio dei progetti. «Vorremmo evitare - spiega ancora il presidente Ance - un tentativo di demonizzare lo sviluppo della città, sia per le nuove residenze, sia per la rigenerazione, una cosa in cui crediamo molto, anche se per fare “vera” rigenerazione serve un’iniziativa nazionale che ne riconosca la pubblica utilità». «Rispettare le decisioni già prese». Concetti ribaditi da Paolo Vincenzi, presidente di Cna Costruzioni: «La delibera comunale del 15 febbraio - spiega - pone dei vincoli che mettono in dubbio la capacità edificatoria già deliberata, ma le decisioni già prese devono essere rispettate, altrimenti sarebbe come comprare una macchina e… vedersene consegnare un’altra». E se il presidente di Lapam costruzioni Paolo Vincenzi fa notare che «la nuova legge regionale ci darà la possibilità di ricompattarci, progettando insieme la città in modo diverso per il nostro futuro», il direttore di Aniem Davide Torrini ricorda che «tra gli aspetti positivi della legge urbanistica c’è la semplificazione delle procedure. La cosa importante, ora, è che il Comune non finisca per stoppare le poche iniziative in corso».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
