Gazzetta di Modena

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Modena, PalaPanini di gioia con i cresimandi

di Luca Beltrami
Modena, PalaPanini di gioia con i cresimandi

A Modena Mondo cattolico in festa per 4500 invitati con l’arcivescovo. Cos’è l’amore? «Essere preziosi anche per i nostri difetti»

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MODENA. La gioia di essere Chiesa in una festa con oltre 4500 invitati. Tante sono state le persone che hanno risposto all’appello del vescovo Castellucci, e hanno riempito il PalaPanini nella tradizionale festa dei cresimandi. L’evento, organizzato dall’Ufficio catechistico diocesano con il supporto di Azione Cattolica, Agesci e Csi, ha rispettato le attese.

Un copione ormai consolidato, con l’ispettore dell’ufficio cresime chiamato a verificare se i ragazzi fossero abbastanza grandi per ricevere il sacramento della confermazione, fino al doppio intervento del vescovo, il primo rivolto ai cresimandi e il secondo ai loro genitori. E per spiegare l’amore e il comandamento dell’amore («Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi»), il presule di Modena-Nonantola ha utilizzato le parole dei bambini e le loro risposte alla domanda: cos’è l’amore?

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«Cecilia – spiega il vescovo – è una bambina di 6 anni e dice che non bisogna dire ti amo se non è vero, ma se è vero bisogna dirlo tante volte. Nel Vangelo, Gesù dice continuamente che ci vuole bene, a volte con severità, a volte con tenerezza, ma sempre col linguaggio dell’amore. Catia – prosegue il vescovo – dice che l’amore per lei è quando la mamma vede il papà sudato e sporco e dice che è bellissimo lo stesso. Così fa il Signore, che ci ama anche quando siamo sudati e sporchi, cioè quando abbiamo combinato qualcosa di sbagliato. Il Signore ci dice: “Tu sei prezioso ai miei occhi”, anche se abbiamo tanti difetti, perché lui ci guarda dentro. Questi bambini ci fanno capire la parola di Gesù, quando dice amatevi gli uni gli altri».

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Poi Castellucci si è rivolto ai genitori, sempre prendendo in prestito la risposta di un bambino: «Quando gli ho chiesto cosa fosse per lui l’amore, Giacomo mi ha raccontato di quando suo fratellino di 4 anni è andato dal suo vicino che aveva perso la moglie e l’aveva semplicemente aiutato a piangere. Il dono più grande che fate ai vostri ragazzi è quello di esserci, nonostante gli impegni e le tante cose da fare. Oggi la vita ci costringe a stare spesso fuori casa, ma è possibile curare la qualità del tempo, stare lì per loro, dedicare almeno un po’ di tempo alle domande dei ragazzi, che spesso non ne fanno perché non trovano degli interlocutori».

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«Quando fate sentire che ci siete – prosegue Castellucci – e che volete bene ai vostri figli avete già fatto tutto quello che è possibile. Anche se non sono i primi della classe o i più bravi nello sport, l’importante è che siano ragazzi amati». Così don Luca Palazzi, direttore Ufficio catechistico diocesano, sulla giornata al PalaPanini: «Questo momento di festa vuole far vivere ai ragazzi l’esperienza della comunità diocesana, e di una Chiesa che vuole far sperimentare loro il bello di essere cristiani attraverso il canto, il ballo e la gioia dello stare insieme».
 

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