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Perseguita il suo avvocato: arrestato

Perseguita il suo avvocato: arrestato

Un 43enne di Massa Finalese la consulta per l’eredità, poi la molesta, quindi la minaccia di morte con migliaia di messaggi

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FINALE. Si legge spesso, soprattutto a ridosso dell’8 marzo, di tutela delle donne, di rispetto, di parità di genere. Di casi di stalking o di violenza. Ma come agisce lo stalker? E come influisce nella vita di una vittima?

La vicenda di cui i carabinieri della Compagnia di Carpi si sono occupati nei giorni scorsi, che ha portato all’arresto di un imprenditore agricolo di Massa di 43 anni, è l’esempio più lampante. Una donna, un’avvocatessa di Modena di 45 anni, è stata vessata, minacciata e ingiuriata per un anno, durante il quale è stata vittima di atteggiamenti intimidatori e persecutori da parte dell’uomo arrestato.

Tutto ha inizio lo scorso anno, quando lui si rivolge a lei per una questione familiare: è in lite, infatti, con il fratello e la sorella per l’eredità del padre morto da poco. L’avvocatessa gli spiega di essere una penalista e quindi lo indirizza al suo collega civilista. Siamo a febbraio 2017.

Dapprima l’imprenditore inizia a scriverle messaggi e a telefonarle con una certa insistenza per ricevere notizie e consigli sul caso giuridico. Niente di più di un cliente molto ansioso e preoccupato. Lei continua a spiegargli che deve rivolgersi al collega.

Poi, però, le telefonate e i messaggi cambiano tono: «Solo la tua voce mi tranquillizza», le diceva al telefono. Così fino a circa metà del 2017, quando l’imprenditore rincara la dose. Inizia ad inviare sms e messaggi di WhatsApp minacciosi: «Spero che ti venga un cancro», «Crepa, muori figlia di...». L’uomo alterna questi messaggi con la richiesta di una non meglio specificata documentazione di cui l’avvocatessa sarebbe in possesso. La situazione degenera fino a costringere la donna a cambiare il numero di telefono ed anche a modificare i percorsi abituali. Nell’aprile del 2017, ad esempio, le lascia un rutto nella segreteria telefonica, un’altra volta un messaggio con esplicite richieste sessuali. A giugno, invece, si presenta nello studio legale e la vittima, solo grazie ad alcune colleghe, riesce ad allontanarlo. E quello si piazza in strada e per tre ore fissa la finestra dell’ufficio. Tra luglio e settembre le scrive circa 150 messaggi al giorno. «Voglio vedere il tuo nome nella camera mortuaria entro un anno. Sono ottimista. Faccio morire te e i tuoi familiari. Quando ci vediamo lo sai quello che dovrò fare».

Oltre alle minacce le faceva anche dichiarazioni d’amore. La vita per l’avvocatessa diventa impossibile, ha paura anche per i suoi due figli. A volte è costretta a silenziare il cellulare di notte, quando magari è di turno e quindi perde pure importanti chiamate di emergenza per il lavoro. E così a giugno presenta una denuncia. La prima misura presa dalla Procura è il divieto di avvicinamento, che viene emesso a dicembre 2017.

Ma è un vincolo inutile. L’uomo non si ferma e continua. Non solo si avventura in versi poetici e amorosi, ma deride la donna invitandola a chiamare il 1522, il numero per il centro antiviolenza: «Ti servirà», le dice. Lascia il numero della donna in un bagno dell’autostazione con un esplicito messaggio sessuale. E così l’avvocatessa, estenuata, a fine febbraio torna dai carabinieri. È terrorizzata per un video che l’uomo le ha inviato, in cui si vede un addetto di una camera mortuaria al lavoro. E così è stata richiesta la misura dell’arresto. Ora l’imprenditore è ai domiciliari, con l’accusa di atti persecutori, violazione di domicilio e molestie aggravate. Così uno stalker ti distrugge la vita.

Giovanni Balugani

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