Punto nascite di Pavullo: l’Unione del Frignano non lo vuole più
Bocciata la mozione di Cabri per chiedere il riesame della deroga sull’ospedale Le minoranze sfiorano il colpaccio a causa delle assenze ma perdono 10-9
PAVULLO. E' stata bocciata per un soffio mercoledì, in Unione, la mozione presentata dall’opposizione (Armando Cabri) per chiedere al Ministero il riesame della deroga per il Punto nascite di Pavullo. Lo stesso documento che ha ricevuto il via libera a Fiumalbo e Polinago. In una seduta che ha visto diverse assenze, da Serra (Claudio Bartolacelli) a Pavullo (Massimo Chichi per problemi di salute, Stefania Cargioli per impegni di lavoro), Sestola (Fabio Magnani), Montecreto (Marcello Fiocchi) e Riolunato (Giordano Rocchi è uscito per una chiamata sul lavoro), la partita si è chiusa con un 9-10 per il no.
In base al meccanismo di voto che assegna due quote al consigliere che è in maggioranza nel proprio Comune, le nove quote di sostegno sono arrivate da Cabri e Roberta Muccini (Polinago), Gabriele Nizzi e Roberto Nardini (Fiumalbo), Paola Pasquali (Fanano), Massimo Poggioli (Sestola) e Marco Caiumi (Pieve). Le dieci contro invece hanno visto in campo Fabio Ballotti e Riccardo Burgoni (Lama), Matteo Ferrari (Montecreto), Paola Guiducci (Fanano), Davide Fiorenza (Riolunato) e Fabio Serafini (Pieve), mentre le due quote di astensione sono di Maria Chiara Venturelli (Serra).
Il dibattito è stato molto sentito, con anche una lunga pausa dovuta alla contestazione, da parte del gruppo di centrosinistra, dell’impostazione alla discussione data dal presidente del Consiglio Roberto Nardini e dal segretario Giampaolo Giovanelli, poi accettata. Cabri nel presentare la mozione ha ricordato innanzitutto l’eccellenza raggiunta dal reparto di Pavullo e la situazione geografica che vede oggi i punti nascita raggruppati tutti in pianura «in un territorio che rappresenta meno della metà della provincia». Ha poi citato il recente caso di parto in ambulanza e analoghi nei comuni montani delle province vicine, parlando di un Appennino «abbandonato». «Questo è un tema di coscienza - ha sottolineato - che viene prima di ogni collocazione politica: sfido chiunque a raggiungere in 34 minuti Sassuolo in condizioni meteo difficili».
Fabio Serafini ha ribattuto ricordando il calo di parti negli ultimi anni e le motivazioni scientifiche che hanno condotto al no alla deroga: «Da amministratore - ha detto - non posso e non mi devo sostituire alla comunità scientifica che si è espressa così in modo inequivocabile». Ha poi ribadito l’importanza degli investimenti in atto, così come Davide Fiorenza, secondo cui la mozione non era votabile perché segnata «da una visione parziale della vicenda». Ne ha poi discusso animatamente fuori dall’aula con due rappresentanti del Comitato Pavullo 95.
«Mi spiace di non aver potuto partecipare a questa seduta rinviata dopo il maltempo - commenta la Cargioli - penso però che, anche alla luce dei risultati elettorali che non hanno certamente premiato il Pd, tra i Comuni vada fatta una riflessione seria sull’ospedale e il punto nascite, pensando a strategie future più in linea con i bisogni della gente del Frignano».
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