Vaccini, l’Emilia Romagna sceglie la linea morbida
Domani la scadenza per chi aveva presentato negli asili l’autocertificazione. Ma ci sono altri 45 giorni per adeguarsi. La Toscana, invece, lascerà a casa i bimbi
MODENA. Sui vaccini l’Emilia Romagna sceglie la linea morbida a differenza di altre realtà. La Regione Toscana, infatti, ieri ha comunicato «che saranno sospesi da nidi e scuole materne i bambini non in regola con l'obbligo vaccinale: dopo il 10 marzo sarà inviato un avviso alle famiglie, se genitori, tutori o affidatari non avranno presentato la documentazione, i bambini saranno sospesi».
L’iter scelto da Bologna, invece, sarà più a lunga scadenza.
«Nessun problema previsto per la scadenza del 10 marzo, fissata dalla legge nazionale, - spiega la Regione - perché non è la data entro cui avere adempiuto agli obblighi previsti, né tanto meno quella per interrompere la frequenza: in Emilia-Romagna, infatti, tutti i minori fino a 16 anni che risultavano non in regola con il calendario vaccinale (anche solo per un richiamo di uno dei 10 vaccini obbligatori), sono già in carico alle Ausl e hanno già ricevuto la lettera con l’appuntamento fissato. La scadenza del 10 marzo riguarda solo coloro che a inizio anno scolastico avevano presentato un’autocertificazione: o dichiarando che il figlio era in regola con gli adempimenti vaccinali, o di aver richiesto un appuntamento all’Azienda sanitaria per effettuare le vaccinazioni mancanti. Soltanto questi genitori, quindi, dovranno esibire a scuola il certificato vaccinale o la lettera con l’appuntamento rilasciati dall’Ausl».
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In Emilia-Romagna si tratta di casi molto limitati, perché l’organizzazione messa in campo da Regione, Aziende sanitarie e Ufficio scolastico regionale ha consentito di semplificare, da subito, le incombenze a carico dei genitori. Infatti sia per i servizi educativi (quindi la fascia d’età 0-3) sia per le scuole dell’obbligo, sono state compiute direttamente le verifiche sullo stato vaccinale degli alunni, attraverso lo scambio di elenchi tra scuole e Ausl, e successivamente inviate a casa le lettere con l’appuntamento per i bambini che risultavano non in regola.
I dati aggiornati a fine 2017, infatti, mostrano un netto rialzo in tutte le province dell’Emilia-Romagna e, per i bambini di un anno, segnano il superamento della soglia del 97% per le vaccinazioni obbligatorie introdotte dalla normativa regionale (difterite, tetano, poliomielite ed epatite B).
In sostanza dall’11 marzo nessun bambino rimarrà a casa. Scattano da quella data i 45 giorni di tempo per il colloquio, e solo dopo quella data scatterà la sanzione.
Significa, di fatto, arrivare con una linea morbida fino alla fine dell’anno scolastico, cercando di risolvere il problema in estate e rimandando il problema al prossimo anno scolastico. L’assessore dà la sua spiegazione: «Aver approvato una legge regionale sull’obbligatorietà dei vaccini prima di quella nazionale- sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi- ci ha permesso di giocare d’anticipo, sia sul fronte organizzativo sia su quello delle coperture vaccinali. E se abbiamo potuto adottare per i genitori procedure semplificate, lo dobbiamo all’organizzazione e all’efficienza dell’intero sistema, a partire dall’esistenza, in Emilia-Romagna, dell’anagrafe vaccinale».
Davide Berti
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