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In coma per il pugno, i parenti accusano

In coma per il pugno, i parenti accusano

«Luciano non era stato aggressivo e violento, l’altro ha avuto una reazione inaudita, per quanto nessuno potesse immaginare una situazione del genere». Sono preoccupati i fratelli e i parenti di...

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«Luciano non era stato aggressivo e violento, l’altro ha avuto una reazione inaudita, per quanto nessuno potesse immaginare una situazione del genere». Sono preoccupati i fratelli e i parenti di Luciano Cavazza, l’uomo di 54 anni ricoverato in coma nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Baggiovara. La prognosi resta riservata, a causa del gravissimo ematoma che è stato operato quando la situazione è precipitata, e ora si tema per la sua stessa vita. «Non ci sono novità, purtroppo è in condizioni disperate», commenta la sorella, che arriva da un altro campo nomadi, e che in questi giorni è a Mirandola, per assistere Luciano. I parenti escludono che Umberto, il 31enne campano che vive in una delle roulottes dell’accampamento abusivo in via Manuzio, dietro al cimitero, fosse stato così gravemente molestato da Luciano. Il quale spesso non si trova in perfette condizioni psicofisiche, e altrettanto spesso aveva da ridire con gli interlocutori. Come riferito ieri, il litigio risale a sabato. Umberto, che ha qualche precedente e che convive con una ragazza del campo nomadi, ha sferrato un pugno a Luciano, fratturandogli la mandibola. Il 53enne è caduto e ha sfortunatamente battuto la testa. È stato portato in ospedale prima a Mirandola e poi, aggravandosi, a Modena. Dove i sanitari, insistendo con le domande ai parenti, hanno capito mercoledì cosa era davvero accaduto.

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