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Modena, un bambino su 4 è sovrappeso

di Gabriele Farina
Modena, un bambino su 4 è sovrappeso

E gli obesi sono l’8%. Solo uno su 6 fa sport. Sono i dati di un piano per sensibilizzare gli studenti

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MODENA. Merende non equilibrate, colazioni saltate e poco movimento e sport. Così oltre un bambino modenese su quattro supera il peso forma e circa uno su sei non è attivo. I dati sono stati presentati per la decima edizione del progetto InForma a scuola. Sono aggiornati all’ottobre scorso e si riferiscono a giovanissimi di 8 e 9 anni della provincia. Il 22% del campione è in sovrappeso (la media italiana è del 21%), il 7% obeso (9% il valore nazionale). Poca la consapevolezza nelle case.

«Quasi la metà delle mamme non se ne accorge - ha sottolineato ieri il dottor Alberto Tripodi, responsabile dell’unità Nutrizione del servizio Igiene dell’Ausl di Modena - e ritiene il figlio normopeso quando non è così. Solo il 15% coglie l’obesità del proprio figlio».

Nella fascia tra 8 e 9 anni i giochi di movimento per almeno cinque giorni alla settimana resistono in quasi un bambino su tre (32%). Appena uno ogni cinquanta (2%), tuttavia, si dedica a uno sport strutturato. «Circa il 20% dei bambini modenesi è fisicamente inattivo», ha aggiunto il medico. Quando l’inattività si lega a una cattiva alimentazione gli effetti per la salute possono essere gravi. «I bambini che non fanno colazione sono in aumento ed equivalgono a circa il 10% - ha ribadito Tripodi - quando fino a qualche anno fa il valore era la metà. La cifra tende ad ampliarsi anche tra i più grandi. A 17 anni tra il 30% e il 40% dei ragazzi non fanno colazione. Viceversa, fanno una merenda spesso esagerata al mattino, inadeguata perché troppo calorica. Inoltre, appena il 10-11% dei bambini consuma le cinque porzioni raccomandate giornaliere. C’è ancora molto, molto da lavorare».

Dai dati dell’Ausl di Modena risulta che oltre quattro bambini su dieci trascorrono oltre due ore al giorno davanti a uno schermo, sia esso di un televisore o dei videogiochi, di un tablet o di un cellulare. La tendenza è confermata dalla Unione italiana sport per tutti (Uisp). «Secondo i nostri dati i giovani si fermano verso i 12 anni - ha analizzato Paolo Belluzzi, presidente Uisp Modena - e si siedono davanti a pc e televisori. Non hanno più la cultura motoria originale che parte dai giochi di strada, il piacere di condividere una o due ore all’aria aperta».

L’ente di promozione sportiva organizzerà sette incontri in due mesi («ma vorrei fossero dodici», ha ribadito Belluzzi) di attività fisica destrutturata nelle scuole. Gli educatori Uisp proporranno forme di movimento diversi dagli sport tradizionali, tra cui i giochi modenesi di una volta. Sport e alimentazione sono due aspetti indicati anche da una ricerca congiunta Unimore-Ausl. Novecento i questionari somministrati alle famiglie di studenti di prima elementare. L’indagine rientra in un progetto più ampio, di durata triennale, ed esamina aspetti quali la colazione e la merenda, il consumo di frutta e verdura, bibite gassate e zuccherate, la frequenza delle attività sportive, la sedentarietà e le forme di spostamento abituali. L’ultimo aspetto è interessato anche dal progetto “Walk/Bike to school”, proposto agli alunni delle scuole medie aderenti a InForma a scuola. «Dobbiamo sviluppare l’autonomia nei nostri ragazzi - ha ammonito il vicesindaco Gianpietro Cavazza, assessore alla Scuola - o il rischio è di aumentare la dipendenza, un ostacolo al corretto ed equilibrato progetto di sviluppo del minore». Anche in questo caso, si parla al figlio perché il genitore intenda.
 

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