Gazzetta di Modena

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Studenti in fiera a caccia della “giusta” università

di Serena Fregni
Studenti in fiera a caccia della “giusta” università

In tanti ad “Unimore Orienta”: dalle paure per il test d’accesso a Medicina agli entusiasmi per Criminologia e Culture europee. Le facoltà più gettonate

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Una giornata importante per i tanti maturandi che si sono dati appuntamento a Modenafiere per l’undicesima edizione di “Unimore Orienta”, il tradizionale appuntamento con l’orientamento universitario. A fornire loro informazioni utili le facoltà di Unimore che, con i loro professori ma anche studenti universitari, ricercatori e personale hanno accolto le curiosità dei ragazzi. Tra i tanti studenti in giro per i vari stand anche tre ragazze, Federica Poddighe, Benedetta Manno e Maria Rosaria Pia Contaldo al quarto anno del liceo Sigonio, con in mano le brochure di vari corsi di laurea: «Mi interessa molto psicologia ma anche lingue e riabilitazione psichiatrica - afferma Federica». Facoltà che interessano anche a Benedetta mentre Maria Rosaria ha più opzioni di scelta: «Sono indirizzata nell’ambito della medicina, quindi Farmacia, Medicina o Chimica».

Una giornata molto utile sostengono le tre compagne di classe che serve a fornire strumenti validi per la futura scelta scolastica. Sono tante le domande e le curiosità che questi ragazzi espongono ai vari referenti delle facoltà, prima fra tutte il temuto test d’ingresso, che spaventa molto, come racconta Wang Ning Yu Elisa, studentessa al quinto anno di Medicina: «Ci chiedono le date del test, le tipologie di testi da utilizzare e soprattutto quando iniziare a studiare, noi consigliamo di diplomarsi prima e poi iniziare a prepararsi per il test». Wang inoltre consiglia Modena in quanto, essendo una città a misura d’uomo, c’è molta attenzione nei confronti dello studente: «Si crea un rapporto diretto con i professori ed è più facile rapportarsi anche quando andiamo a fare il tirocinio, a contattare meglio il professore all’interno del reparto, riusciamo ad organizzarci meglio». Molte richieste anche per Psicologia, in particolare, racconta Michele Carragna, coordinatore didattico, per quanto riguarda criminologia: «Sono emerse molte richieste per quanto riguarda questo ambito formativo, può essere anche per lo stereotipo che si è venuto a creare, anche nei film e serie televisive, dello psicoterapeuta con il classico lettino e il paziente pazzo ma non è così. Quello che facciamo noi è dare una base poi ognuno sceglie la specializzazione che vuole, questo è un corso di tre anni che permette di porre basi strutturate». Un percorso che richiede molti anni di studio e soprattutto voglia di imparare come per Lingue e Culture Europee, come raccontano le studentesse del secondo anno, Chiara Pezzini e Rozela Laze: «Ci vuole la voglia di conoscere, imparare e studiare, il nostro è un corso a numero chiuso per circa 200 studenti e ogni anno si può scegliere il proprio percorso formativo». Rozela afferma anche che, tra le domande più gettonate c’è quella inerente alla letteratura, in molti infatti vorrebbero evitarla all’università: «Credo che forse alle superiori viene spiegata in modo molto classico, con un approccio che non invoglia poi gli studenti ad approfondirla all’università quando invece non è così, è molto stimolante e interessante, in particolare poter conoscere e imparare la letteratura di altri paesi». Una scelta sicuramente difficile ma grazie a questa iniziativa più semplice, come sostiene anche Giulia Cristiani, al quarto anno del liceo linguistico Formiggini di Sassuolo, insieme con altre amiche per farsi un’idea: «Io vorrei fare Fisioterapia e direi che sarà questa la mia scelta anche se ci sono molte facoltà interessanti».

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