Gazzetta di Modena

Modena

«Vaciglio, solo arroganza dai costruttori»

di Luca Gardinale
«Vaciglio, solo arroganza dai costruttori»

Il comitato “Mobastacemento” contro le associazioni: «Il sindaco Muzzarelli rispedisca al mittente tutte le richieste»

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«Siamo felici che finalmente le imprese edili siano uscite allo scoperto: dopo mesi di mobilitazione e articoli sui giornali, il loro silenzio dava l’impressione che fossero disinteressate all’andamento dei progetti in sospeso… e invece, guarda caso, subito dopo le elezioni che hanno visto il crollo verticale di consenso per gli amici che da anni garantiscono commesse milionarie in cambio di finanziamenti (tutto legale e alla luce del sole, ci mancherebbe), eccoli dimostrare un po’ di preoccupazione per il cambio di vento, nonostante si freghino le mani per la scellerata legge urbanistica regionale già entrata in vigore».

All’indomani della conferenza delle associazioni dei costruttori, che hanno espresso una certa preoccupazione per la delibera comunale che ha “congelato” alcuni interventi (tra cui quelli di via Fratelli Rosselli e Santa Caterina), a parlare è il comitato “Mobastacemento”, dall’estate scorsa in prima linea contro il progetto da 550 case a Vaciglio, dove nei prossimi mesi partirà il cantiere per realizzare la parte del comparto dedicata all’housing sociale. «Dopo un lungo silenzio - riprende il comitato - i costruttori si presentano alzando la voce, ma noi, con calma, facciamo qualche passo indietro e riepiloghiamo la situazione almeno per quanto riguarda Cmb - la cooperativa di Carpi ha il 33% di “Modena Estense”, la società che costruirà in via Morane, e il numero uno di Cmb Carlo Zini è anche presidente della spa, ndr - dato che ci sentiamo tirati in causa dalle loro dichiarazioni (“quelli che protestano una casa ce l’hanno”) e anche per chiarire con chi abbiamo a che fare. Cmb è l’impresa che ha costruito, tra le altre cose, il sottopasso di via Emilia est - spiega il comitato - che ha avuto bisogno di importanti lavori di consolidamento a distanza di soli otto anni. Nel 2013, i carotaggi effettuati da Arpa hanno rilevato che per il terrapieno della rotatoria provvisoria l’impresa costruttrice utilizzò l’ofiolite, un tipo di pietrisco contenente fibra di amianto, interrato fino a una profondità di due metri. Oggi la rotatoria cosiddetta “fantasma”, zeppa di amianto, è ancora al suo posto e non sappiamo se il privato che ha ceduto il terreno in affitto abbia avuto tutto quello che gli spetta: sappiamo che il terreno, rotatoria compresa, è stato messo all’asta per una cifra fuori mercato (2,1 milioni di euro)». Il comitato fa inoltre notare che «Cmb è una delle imprese che hanno abbandonato al degrado il quartiere dell’ex mercato bestiame, grazie al fallimentare progetto del “Rotore”, che non verrà interessato neppure dal Bando periferie». Passando a Vaciglio, il comitato chiede alla cooperativa di Carpi «quali basi abbiano le richieste di indennizzo di oltre 20 milioni in caso di stop al progetto per sopravvenuto interesse collettivo», mentre al sindaco Muzzarelli chiede «un sussulto per rispedire al mittente dichiarazioni che dimostrano solo arroganza e totale mancanza di rispetto per i cittadini e istituzioni. Ricordiamo che sul progetto di Vaciglio pende ancora un ricorso al Tar - spiega ancora “Mobastacemento” - e che non sono ancora stati resi noti i risultati sulle verifiche della sismicità del terreno, né tanto meno risposte alle osservazioni presentate da noi e altre associazioni. Su che basi quindi si fondano le certezze dei costruttori di iniziare i lavori in primavera? Ecco, chiediamo al sindaco - conclude il comitato - di ridare dignità al suo ruolo, in nome degli interessi dei cittadini e non di imprese private che hanno disseminato la città di disastri (e che ora pretendono anche indennizzi a loro favore), dimostrando per una volta che la sudditanza che tutti gli imputano per i contributi ricevuti in campagna elettorale non è fondata».

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