Pavullo, casa colonica distrutta dal rogo: la borgata si mobilita nella notte
Pavullo. Un corto circuito devasta la vecchia abitazione della famiglia Pinotti di Montebonello. Il proprietario: «Danni superiori ai 60mila euro. Ero sotto choc e per fortuna sono arrivati i vicini»
PAVULLO . Il fuoco nel cuore della notte dietro casa e che divora la vecchia abitazione dei genitori. Grande paura, ma per fortuna nessun ferito tra venerdì e sabato nella campagna attorno a Pavullo in zona Montebonello. È successo verso le 3, all’altezza dei civico 43 di via Casa Baracca. All’improvviso sono divampate fiamme che hanno rapidamente divorato l’edificio rurale degli anni ’30 costruito dal padre di Paolo Pinotti, piccolo imprenditore edile molto conosciuto nella zona, che abita a 30 metri con l’anziana madre e la zia. Sì è svegliato in un incubo: «Ero agitato e mi sono destato - racconta - Ho fatto per accendere la luce per vedere che ora fosse e non andava. Allora mi sono alzato, ho guardato dalla finestra e ho visto una luce enorme, là, nella vecchia casa di mio padre dove avevamo messo un po’ di tutto: mobili antichi, due moto d’epoca, mangimi per gli animali e tutto quello che mi serviva per l’edilizia: attrezzi, materiale vario e soprattutto lunghi cavi di rame che adesso costano una fortuna. Sono rimasto scioccato: non sono riuscito neanche a dare l’indirizzo giusto ai vigili del fuoco, li ho dovuti chiamare due volte».
I SOCCORSI Il fuoco nel buio ha attirato subito l’attenzione del giovane Mattia Pinotti, figlio di suo cugino Graziano che abita a poche centinaia di metri e stava rincasando. Il ragazzo nell’emergenza ha chiamato anche i carabinieri (sul posto il Radiomobile) e col padre ha tentato di mettere in salvo intanto gli animali (le galline tenute nel fienile perché la stalla con le mucche è stata risparmiata) e poi quel che si poteva in attesa dell’arrivo dei pompieri.
È stato un incendio impegnativo da domare: con tutta la messa in sicurezza ha tenuto impegnati i vigili del fuoco di Pavullo fino alle 11. Lo stabile ovviamente è stato dichiarato inagibile. È rimasto sventrato: distrutti i tre piani della parte di sotto e i due sopra (sei stanze in tutto), più il tetto. Ma almeno si è salvato il fienile. Cause in corso di accertamento, ma dolo escluso: l’ipotesi più probabile è che un topo abbia rosicchiato i fili della luce esterni (il quadro elettrico era funzionante) facendo sprigionare dal piano terra le scintille che poi sono diventate fiamme.
«È una bella botta - dice amaro Paolo Pinotti - Dentro avevo più di 10mila euro di materiale e anche solo rifare il tetto non costerà meno di 50mila. Senza contare i mobili antichi e il resto. Almeno non si è fatto male nessuno. Ringrazio tanto tutti i vicini, a partire da Graziano e suo figlio, che nel cuore della notte sono venuti subito in soccorso».
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