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«Noi dobbiamo fare crescere Modena»

«Noi dobbiamo fare crescere Modena»

Il sindaco a costruttori e Mobastacemento: «La città deve cambiare, e lo faremo, rispettando diritti, suolo e ambiente»

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Le preoccupazioni dei costruttori? «Agli imprenditori diciamo che i diritti saranno rispettati ma che la città deve cambiare e che anche l’urbanistica cambierà...»

Le proteste di MoBastacemento? «A loro dico “Mo basta”di voler fermare lo sviluppo e i progressi di questa città, che va nella direzione di rispettare il consumo di suolo e l’ambiente».

Dopo due giorni in cui si è riaccesa la polemica sui 550 alloggi che, da qui ad alcuni anni, verranno realizzati nella zona di Vaciglio-Morane, è il sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, a ritornare sull’argomento mettendo i suoi “puntini sulle i”.

Lo fa dopo l’intervento dei costruttori che con una certa “forza” hanno agitato lo spauracchio di 20 milioni di penale qualora il Comune opti per un clamoroso e al momento non ipotizzabile dietrofront sul progetto di zona Vaciglio-Morane.

E dopo che ieri era stato il comitato “Mobastacemento” a intervenire criticando sia la scelta urbanistica portata avanti dal Comune, pur con una decisa modifica del progetto originario e una maggiore attenzione a traffico e rigenerazione urbana, che quella che hanno definito «arroganza» dei costruttori.

«C’è un progetto e noi vogliamo essere misurati su questo progetto senza forzature da una parte e dall’altra, perché noi vogliamo costruire il futuro di Modena. - ha spiegato il sindaco Muzzarelli in una videodichiarazione all’emittente Trc - Alla associazione Mobastacemento, stavolta dico “Mo’ basta”, basta dire bugie, basta volere la decrescita o il blocco della città. La città non può fermarsi, e non possiamo puntare alla decrescita. Abbiamo il dovere di fare crescere Modena. Noi siamo l’amministrazione che ha lanciato 500mila metri quadrati di rigenerazione urbana. Più di tutti».

L’intervento del primo cittadino era in atteso. Probabilmente, anzi, non poteva essere evitato visto che i costruttori modenesi per qualcuno hanno trattato con una certa arroganza le istituzioni elette dai cittadini mentre sull’altro fronte “Mobastacemento” ha attaccato duramente il progetto che dovrebbe partire a primavera con le prime 125 nuove case destinate a fasce deboli. Oltre alla videodichiarazione davanti alle telecamere il sindaco ha voluto fare anche una nota stampa ufficiale.

«Come ho sempre detto - scrive Muzzarelli nella nota diffusa dall’ufficio stampa - il mio tavolo è libero. Non inseguo interessi delle imprese, per quanto legittimi, e non mi faccio sviare da provocazioni né dalle insinuazioni vergognose del comitato Mobastacemento. Noi stiamo lavorando per cambiare profondamente l’urbanistica modenese, uscendo dalle logiche espansive del passato, ma senza cadere nella sventura della decrescita».

Era stato il consigliere delegato di Cmb Carpi Roberto Davoli a parlare di 20 milioni di penale - denari che dovrebbero sborsare le casse pubbliche - qualora l’impresa “Modena Estense” per un terzo di proprietà di Cmb non aprisse il cantiere. Dall’altra parte l’associazione Mobastacemento aveva replicato che ""i costruttori sono arroganti e Muzzarelli deve rispedire al mittente tutte le loro richieste"". Sul tema è intervenuto anche Paolo Trande, ex capogruppo del Pd oggi in Leu, parlando di «Aut aut inaccettabile da parte dei costruttori». (s.l.)

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