Appennino: sul monte Lancio l’occhio magico verso il Cimone
Per gli amanti della neve escursione sui sentieri da Fellicarolo fino alla vallata di Ospitale
FELLICAROLO. Gli amanti della neve in Appennino quest’anno non possono proprio lamentarsi visto che, nelle ultime settimane, la “dama bianca” è caduta copiosa sulle nostre montagne. Per questo motivo proponiamo oggi un itinerario ad anello per escursionisti con ciaspole che partendo dal paese di Fellicarolo raggiunge la dorsale presso il monte Lancio a 1549 metri di quota. Il percorso si snoda per lo più su comodi sentieri e forestali e anche il tratto di crinale nei pressi della cima è largo e non troppo ripido, per cui l’itinerario è piuttosto sicuro dal pericolo valanghe e percorribile anche dopo nevicate recenti.
Si parte dal centro di Fellicarolo, ad un'altitudine di 922 metri slm; in realtà il paese manca di un centro vero e proprio e la chiesa, costruita all'incrocio delle strade più importanti che si diramano nel versante, fa da riferimento ad una costellazione di borgate sparse in tutta la valle.
Il nome di Fellicarolo compare per la prima volta in un documento del 1169, quando, a causa delle lotte tra Guelfi e Ghibellini, si narra che una famiglia di Pistoia si rifugiò in questa vallata e avviò il primo insediamento. Nel XV secolo fu fondato un oratorio e in seguito la chiesa dedicata a S. Pietro, tuttora patrono del paese, che venne poi completamente distrutta insieme a molte case nel 1779 a causa di una disastrosa frana. La ricostruzione avvenne grazie anche all’aiuto economico del duca d’Este e dell’abate di Nonantola.
Superata la chiesa, si prosegue in salita lungo la strada asfaltata (via Poggio) superando mano a mano varie borgate fino a raggiungere il casolare più elevato, Cà Baroni, posto a 1133 metri di quota, dalla cui posizione dominante si gode di un bel panorama sul Cimone e sulla vallata. L’impianto del borgo, le cui origini risalgono almeno all’inizio del XVI secolo (su un cantonale interno è incisa la data del 1511), è articolato in vari corpi di fabbrica di cui la casa principale è sede da molti anni di un ottimo ristorante. Sul retro si sviluppa un’area cortiliva chiusa e selciata in lastroni di arenaria all'ingresso della quale è posto un oratorio dedicato alla B. V. Immacolata.
Da qui si imbocca una bella forestale che con un ampio giro verso sinistra raggiunge la dorsale ad una quota di 1329 metri slm, fra il pizzo di Fanano a sinistra e il monte Lancio a destra. Seguendo in salita il largo crinale verso sud (sentiero CAI 425) progressivamente la faggeta lascia finalmente spazio a una zona caratterizzata da abeti e pini mughi in cui iniziano ad aprirsi belle vedute sull’adiacente vallata di Ospitale.
Si prosegue in moderata pendenza fino a quando, quasi senza accorgersene, si raggiunge il punto più elevato di questo tratto di dorsale, coincidente appunto con la modesta elevazione del monte Lancio, da cui però si gode di uno splendido panorama su tutte le montagne circostanti dell’alta valle: Spigolino, Cima Tauffi, Cimone.
Dopo una sosta doverosa per rifocillarsi e fare fotografie, si prosegue lungo il crinale per raggiungere in breve il vicino passo del Colombino, da dove si prende a destra il sentiero CAI 445 che scende verso i Taburri; dopo un primo tratto, il sentiero diventa una comoda forestale sotto un bel bosco di abeti. Si giunge al bivacco “La Pilaccia”, si prosegue ancora un poco fino ad un bivio al quale si svolta decisamente a destra lungo il sentiero CAI 429 che ci riporta infine a Fellicarolo.
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