Gazzetta di Modena

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Slavina su un ponte fa esondare torrente borgata in pericolo

di Daniele Montanari
Slavina su un ponte fa esondare torrente borgata in pericolo

È accaduto a Osteria di Fanano: il Comune è intervenuto  con un escavatore. Cedono strade a Palagano e Pavullo

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Pioggia e scioglimento neve flagellano l'Appennino. A Fanano in particolare ieri è stata una giornata da incubo, con allarmi a ripetizione dal pomeriggio. Lungo la strada per Ospitale sono caduti a raffica sassi, rami e terra, richiedendo diversi interventi d'emergenza per evitare rischi al transito. Ma la crisi più grave è stata all'altezza della borgata dell'Osteria, una ventina di case: dalla montagna, con l'innalzamento termico, è caduta una slavina che è finita addosso al ponte stradale ostruendo tutto lo scolo: la corrente, sostenuta dalle piogge, non trovando più sfogo ha fatto esondare il torrente con acque arrivate letteralmente all'ingresso di un'abitazione (per fortuna la soglia era alta) lì a pochi metri, abitata da una coppia di anziani che hanno vissuto momenti di grande apprensione. Sul posto lo stesso sindaco Stefano Muzzarelli con l'assessore ai lavori pubblici Moreno Guerrieri, che li hanno tranquillizzati facendo intervenire in somma urgenza un escavatore per ripristinare il deflusso. Spostato un quantitativo di neve impressionante, che ha ostruito il fosso 50 metri a monte e 50 a valle: le operazioni si sono concluse solo a notte fonda. Sulla stessa strada, in località Cuor di Gesù, un altro distacco di neve ha causato l'otturazione di un altro fosso, ma qui il fenomeno è stato minore e in assenza di case. E poi altra corsa a Trentino, dove dopo l'abitato, lungo la strada per Sestola, ci sono stati due smottamenti. «La situazione sul territorio è molto delicata – spiega il sindaco – siamo preoccupati per l'evoluzione delle prossime ore». A Susano (Palagano) alla mattina è sprofondato per una quarantina di centimetri un pezzo di via La Fontana: la banchina è franata nel fosso per circa 8 metri di lunghezza. Sul posto Cesare Cappelletti, responsabile del Servizio tecnico, e gli operai del Comune, che hanno transennato l'area lasciando con avvertenze il transito per la giornata. Ma non si esclude che già oggi ci possa essere l'ordinanza di chiusura. La situazione è costantemente monitorata, qui come in via Mogno a Monchio, dove si circola con cartelli che avvertono della situazione precaria. «Purtroppo il quadro è solo destinato a peggiorare – sottolinea il sindaco Fabio Braglia – e il motivo è il solito: non si danno alla montagna le risorse per fare prevenzione. Se non ci sono fondi per tenere puliti i fossi e i canali, si formeranno sempre frane e intasamenti che poi causano le ondate di piena con l'allarme in pianura. Basterebbe che ci lasciassero almeno le risorse delle tasse per la gestione del territorio».

Danni anche a Pavullo, dove ieri sera alle 20,30 è collassato il tetto della vecchia abitazione rurale al civico 21 di via Marconi, che è la Provinciale per Polinago: le macerie sono finite a bordo strada costringendo alla chiusura dell’arteria fino alla messa in sicurezza. Stamane resterà così chiusa. Sul posto vigili del fuoco e carabinieri del Radio mobile. A Querciagrossa allagamento di uno scantinato in via Giotto. A Serramazzoni ieri verso le 19 una frana consistente lungo la via per Pazzano, presso la chiesa, ha costretto la polizia municipale a chiudere il transito. A questo quadro si sommano i massi staccati sabato a Frassinoro sulla fondovalle Dolo.

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