Gualmini apre a M5S «Non è scandaloso» Bonaccini non ci sta
Metti che il tuo vicepresidente dica pubblicamente l’esatto contrario di quanto tu politicamente sostieni. Se questo avviene un problema c’è, soprattutto se sei presidente di quella regione, l’Emilia...
Metti che il tuo vicepresidente dica pubblicamente l’esatto contrario di quanto tu politicamente sostieni. Se questo avviene un problema c’è, soprattutto se sei presidente di quella regione, l’Emilia Romagna, che è al centro della crisi del Pd, che dovrà gestire questa crisi e dalla quale provengono molti di coloro che oggi si trovano a dover gestire il “disastro rosso” della regione, per la prima volta senza una maggioranza di centrosinistra.
È stata questa la mattinata, un po’ turbolenta, di Stefano Bonaccini, ascoltando quanto la sua vicepresidente, Elisabetta Gualmini, aveva dichiarato a RaiNews24. Precisamente: un sostegno (esterno) del Pd a un governo dei 5 stelle «non è uno scenario scandaloso». La vicepresidente dell’Emilia Romagna ha poi precisato sul suo profilo Facebook di non aver «mai spinto» per un’alleanza tra i dem e il Movimento Cinquestelle. Ospite ieri mattina a RaiNews24, Gualmini ha sostenuto che fra tutti gli scenari possibili per il Pd, ovvero «quello di una mera opposizione (a quale governo vedremo), quello di un appoggio esterno ai 5 Stelle e quello di un appoggio a un governo Salvini, forse quello di un appoggio esterno a un governo di minoranza dei 5 Stelle potrebbe costringerli a mettersi in gioco». Anche perchè, «ritengo che un ritorno al voto non sia una scelta ottimale». Detta in altri termini, il sostegno del Pd ai 5 Stelle «non è uno scenario scandaloso - spiega Gualmini parlando alla Dire - insieme ad altri che si possono prospettare». Quanto all’irritazione del governatore Stefano Bonaccini per le posizioni espresse dalla sua vice, Gualmini ribadisce che era solo «una battuta» fatta in trasmissione.
La battuta era questa: «Potrei essere licenziata dall’oggi al domani per quello che ho detto».
Quanto al Pd, ribadisce Gualmini, «mi sembra chiara la volontà di elettori e iscritti a non sostenere un governo di destra, mentre c'è una maggiore vicinanza, o minore distanza, rispetto all'agenda dei 5 Stelle».
A decidere la linea è la direzione nazionale Dem. «Vedremo come si va avanti», resta in attesa la vicepresidente dell’Emilia-Romagna, che però invita il partito a «chiudere in fretta» il dibattito sulle dimissioni di Matteo Renzi, che è «abbastanza inutile. Anche perchè più che dimettersi non si capisce cosa debba fare. La crisi e lo stallo a cui assistiamo vanno al di là di Renzi, la socialdemocrazia è in crisi dappertutto». Quindi, mette in guardia Gualmini, «ora non bisogna compiere l'errore di criticare gli elettori», piuttosto occorre «mettere in fila tutte le questioni da ripensare. Occhio però a non cadere nell'eterna critica interna, bisogna fare attenzione anche al passaggio storico».
Concetti che la politologa aveva già espresso nei giorni immediatamente successivi al voto: «Del resto, ricorda in Italia chi ha governato non ha mai vinto elezioni. Mi aspettavo risultati di questo tipo. Penso che al di là di singoli nomi o litigi interni al Pd, si sia di fronte ad uno smottamento di elettorato del centrosinistra che dura da anni», osserva Gualmini. «non è da ieri che ci accorgiamo che la cintura rossa nella nostra regione sta smobilitando».
In ogni caso, esorta, «in un momento di grande volatilità, bisogna ricominciare in primo luogo da una seria analisi di ciò che è avvenuto, puntando molto sull'amministrazione, sul buon governo, senza lasciarsi prendere dal panico, continuando a credere che la politica può dare risposte positive». (d.b.)
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