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Il “no profit” esce da scuola Gli studenti tra la gente

di Alfonso Scibona
Il “no profit” esce da scuola Gli studenti tra la gente

I ragazzi dell’Aps hanno già sistemato corridoi e atrio del liceo Formiggini Organizzeranno incontri pubblici per rilanciare i temi della promozione sociale

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Cresce, ed esce dai confini della scuola, l’Aps, associazione di promozione sociale studentesca del liceo Formiggini. Nell’ambito delle azioni legate all’alternanza scuola-lavoro, che vede coinvolti gli alunni dell'istituto, è stata individuata una strategia al fine di strutturare una “impresa simulata” in linea con le azioni di formazione specifiche della scuola ed agire tramite una modalità che possa mettere al centro il valore dell’uomo nell’ottica di un progetto virtuoso e socialmente utile, superando il concetto della logica di mercato e profitto.

In questo modo si potranno evitare da un lato costosi corsi di formazione e dall’altro incubatori di startup che aiutano a realizzare un’idea di business quasi esclusivamente vincolata nel mondo profit (accumulo di denaro).

«Un nuovo senso del concetto di lavoro - conferma il professor Gianluca Giannini, docente referente del progetto della scuola diretta da Rita Turrini - e la recente crisi economica e il ripensamento dei nuovi modelli di welfare hanno ridato nuova centralità proprio al “Terzo settore”, le cui imprese stesse, ora più di prima, sono chiamate ad assicurare una maggiore efficienza nei modelli di funzionamento e di gestione delle risorse umane. Risulta quindi indispensabile dare continuità ad un progetto-missione che lavori sui valori innanzi tutto, riportando il denaro al suo scopo originario e cioè il mezzo di scambio e rimettendo al primo posto i valori di reciproca fiducia, sinergia, cooperazione, buon senso, sostenibilità e qualità della vita».

L’azione avviata nell’anno scolastico 2016/2017 ha visto coinvolti oltre 120 alunni (di cui 60 operativi su specifiche attività) è impostata sulla simulazione di impresa “No-profit” nella scuola, ha lo scopo di attivare e favorire l’esperienza “in situazione” (a scuola), dialogando con professionisti del territorio, al fine di consolidare l’attivismo giovanile tramite il senso di appartenenza all’istituto di cui dovranno prendersene cura e rilanciarlo tramite un’azione culturale fortemente creativa.

E questi ragazzi, supportati da diversi insegnanti del “dipartimento arte” della scuola di via Bologna, coordinati da Giannini, hanno già fatto parecchie cose in aula della stessa e sono pronti per farlo anche fuori.

«All’interno - conferma il prof - abbiamo già effettuato il restyling dei corridoi e di parte dell’atrio, tutto con una assoluta autogestione di organizzazione e costi. Abbiamo anche organizzato incontri e laboratori che ora vogliamo portare anche fuori e cominciamo subito andando nei luoghi di aggregazione di Sassuolo e Fiorano».

I primi incontri sono previsti domani sera in sala Biasin alle 21, con una presentazione particolare dell’intero progetto; seguiranno una performance il 21 marzo al caffè del teatro di Fiorano con Dario Cefariello ed un’altra, il 28 marzo in sala Biasin con Maria Sole Martucci, entrambe alle 21.

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