Un fiume di auto, traffico in tilt
Lunghe code in A1, viabilità nel caos in città. C’è chi è rimasto bloccato per ore su strade e tangenziali
Mentre i due fiumi modenesi sia l’altra notte che ieri hanno continuato la loro corsa “sostenibile” senza impensierire più di tanto, il terzo fiume si è inesorabilmente impantanato ai piedi di Ponte Alto e ben presto è tracimato invadendo le zone vicine, tangenziale e raccordi autostradali.
È il fiume delle auto, del traffico che abbondante come le piogge si è incanalato in A1, cercando uno sbocco sia all’uscita dei caselli di Carpi e di Campogalliano, si è imbottigliato lungo la Statale Romana per poi bloccarsi all’altezza della grande rotonda, proseguendo a singhiozzo, metro per metro, lungo la tangenziale.
Un lunedì di passione per chi già normalmente ha a che fare con il traffico del lunedì mattina, quello dei pendolari che dal Carpigiano cercano di raggiungere Modena. E non cantavano vittoria nemmeno quelli che hanno cercato una soluzione alternativa uscendo al casello di Modena Nord: il solito congestionamento alla rotonda è stato più che rafforzato traducendosi anche qui in una lunga fila.
Alla fine in tanti, raggiungendo il posto di lavoro, hanno ammesso di averci impiegato almeno un’ora, un’ora e mezza per approdare in città. È un pedaggio che centinaia di cittadini devono pagare quando la piena dei fiumi impone l’allerta generale e la conseguente chiusura di alcuni ponti, provvedimenti necessari ma che si rivelano micidiali per la circolazione, essendo i ponti strategici per ricucire il territorio. Lo stop al ponte dell’Uccellino e soprattutto a quello di Ponte Alto (il provvedimento scatta non appena il Secchia raggiunge gli otto metri e ieri aveva raggiunto quota nove), ma anche, sebbene in modo minore, le chiusure del vecchio manufatto di Navicello e di quello in strada Curtatona sono la miccia al cosiddetto “traffico in tilt”. In effetti per chi dal Carpigiano cerca di raggiungere la città le alternative all’A1 e alla Statale non sono tante e solo i più pratici le conoscono: in effetti per bypassare il blocco di Ponte Alto sarebbe possibile avventurarsi imboccando le laterali di Ganaceto e di Lesignana.
Se non si demorde e non si perde l’ispirazione si arriva in zona quartiere Sacca. Ma, come detto, pochi lasciano la vecchia strada per quella nuova. Anche in altre zone comunque si è dovuto fare i conti con il traffico che procedeva a singhiozzo: lungo la Nuova Estense, tanto per non farci mancare nulla, erano iniziati i lavori di sistemazione del manto stradale da parte di Anas. Inevitabili pertanto gli incolonnamenti e i disagi. Immancabile anche un incidente, senza feriti, che ha visto coinvolto un mezzi pesante in tangenziale: pure questo ha contribuito a creare ritardi. Rallentamenti, questi definiti fisiologici, anche alla rotonda di San Pancrazio. Dunque già dalle 7 e sino alle 11.30 si è formato il fiume di auto che lentamente la città ha cercato di assorbire, pagando anche nelle sue vie più interne gli effetti dell’intasamento. Un esempio: mezz’ora, 40 minuti per percorrere ilo tratto di via Emilia Est dalla rotonda a largo Garibaldi. Con il cessare della pioggia in tarda mattinata, quasi in sincronia il traffico si è regolarizzato pur mantenendosi sostenuto, ma sui livelli di guardia, così come i fiumi che hanno impegnato, per il monitoraggio della situazione (anche quella legata al traffico) Protezione civile, Municipale e altre forze dell’ordine.
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