Gazzetta di Modena

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636 aziende con coperture in amianto

di Gabriele Farina
 636 aziende con coperture in amianto

Fiorano. Comune e Ausl da aprile intensificheranno i controlli. Il sindaco: «Ordinanze di rimozione se ci sarà bisogno»

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FIORANO. Coperture di amianto, il Comune alza il tiro. L’amministrazione ha siglato un protocollo d’intesa con l’Ausl per intensificare da aprile i controlli sulle aziende fioranesi. Ne sono state censite 636 con coperture in amianto sul territorio. «Una ventina hanno già risposto», spiega l’assessore all’Ambiente, Riccardo Amici, in merito alle lettere inviate già dal settembre 2016. L’assessore specifica che «si tratta delle realtà più grandi, come ex Cisa Cerdisa, Daytona e Florim».

«La nostra volontà chiara e determinata è di arrivare ai risultati», rilancia il sindaco Francesco Tosi. Il primo cittadino si dice pronto a «fare seicento ordinanze (di rimozione), se ci sarà bisogno». Dalla mappatura effettuata nel 2016 dal Comune mancano oltre 500mila metri quadri (sulle 858.620 di partenza) di coperture in materiali contenti amianto ancora da bonificare. Il protocollo lanciato ieri s’inserisce in questa direzione e prevede circa venti sopralluoghi all’anno su circa il 10% delle aziende censite (dunque una sessantina). Il compito di vigilanza spetta al dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl, così come la formazione del personale individuato dal Comune. «L’accordo prevede alcuni criteri - spiega il dottor Davide Ferrari, direttore del dipartimento in questione - tra cui la vicinanza agli utenti sensibili, come quelli che frequentano le scuole, i centri sportivi, i parchi; l’estensione delle coperture perché quelle con oltre i mille metri quadri avranno la priorità; i siti industriali dismessi; le segnalazioni da parte dei cittadini». Amici indica alcuni punti, tra cui «la zona di Spezzano vicino il nuovo polo a fianco del Super Rossetto, il villaggio artigiano, la zona a ridosso della circonvallazione». L’assessore aggiunge che «le grosse coperture sono confinate nelle aziende al di fuori del centro abitato, di cui la maggior parte relative a un unico soggetto» e precisato che «di grandi capannoni vuoti non ce ne sono». Ferrari invita a guardare con prudenza i dati. «La provincia di Modena sembra la più contaminata dall’amianto - sostiene il medico - mentre in realtà è quella che ha fatto il censimento, ancora parziale, con più attenzione». Per il medico l’obiettivo resta comunque «ridurre al minimo l’esposizione all’amianto» nella consapevolezza che «se inalate, le sue fibre possono determinare patologie».

«Le coperture di amianto non si montano più dal 1992 - ricorda Amici - per cui tra qualche anno diventeranno pessime quelle che oggi sono discrete». L’assessore anticipa l’impiego di nuove risorse per eventuali «piattaforme aeree per un migliore monitoraggio». L’utilizzo dei droni nel 2016 per il progetto Asbesto Free ha determinato una spesa intorno ai seimila euro. Ne occorreranno circa la metà per l’eventuale fase due. Trentamila euro saranno messi a disposizione dei privati cittadini nel fondo 2018 per la bonifica.

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