Gazzetta di Modena

Modena

Aemilia: venticinque big scelgono lo sconto di pena

Aemilia: venticinque big scelgono lo sconto di pena

Il ravarinese Mancuso con i pentiti, Bolognino e Sarcone ottengono l’abbreviato Richiesta bocciata per Augusto Bianchini che potrà portare prove a sua discolpa

2 MINUTI DI LETTURA





Durante un’udienza affollata di avvocati e imputati, il processo Aemilia ha intrapreso definitivamente il suo nuovo corso. Dalla prossima udienza, fissata il 20 marzo, prenderà il via un processo su due binari paralleli. Ben 25 dei 34 imputati accusati di essere membri dell’associazione di stampa ’ndranghetistico, hanno scelto di proseguire con il rito abbreviato, colpo di scena reso possibile dopo l’integrazione del capo di imputazione da parte della procura, che ha aggiornato il reato fermo al 2015 fino ai giorni nostri.

Non potrà invece godere dell’eventuale sconto di pena Augusto Bianchini anche se il suo avvocato Giulio Garuti aveva chiesto la possibilità di fare richiesta di abbreviato. Si era appellato al fatto che, cambiando i capi d’imputazione per gli accusati di associazione mafiosa, ci sarebbero state ripercussioni anche per il suo assistito. La richiesta è stata bocciata dal tribunale, guidato da Francesco Caruso. In caso contrario sarebbe comunque dovuta essere confermata dall’imputato. Bianchini, con il resto della famiglia, proseguirà quindi con il rito ordinario.

Tra coloro che invece hanno optato per il rito alternativo ci sono figure centrali come il faccendiere Michele Bolognino, il fratello Sergio, Gianluigi Sarcone (considerato il nuovo reggente della cosca reggiana dopo la carcerazione al 41bis del fratello Nicolino), i due pentiti Antonio Valerio e Salvatore Muto, i fratelli Vertinelli (considerati la cassaforte al nord della cosca Grande Aracri), alcuni esponenti della dinastia dei Muto, fino a Pasquale Brescia o il ravarinese Vincenzo Mancuso.

Tutti ieri, chi in video collegamento da carceri distanti, chi dalle celle allestite nell’aula, hanno confermato la scelta del rito abbreviato che concede uno “sconto” pari a un terzo della pena per il reato associativo, che parte da 15 anni di reclusione. In molti avevano fatto richiesta di abbreviato condizionato all’esame di ulteriori testi o alla trascrizione di ulteriori intercettazioni. La corte ha risposto picche per tutti, ammettendo i richiedenti all’abbreviato semplice, disponendo così la separazione tra i procedimenti - abbreviato e dibattimento - che proseguono entrambi con gli stessi giudici.

Inizieranno così il 27 marzo - sempre a Reggio - le udienze del nuovo procedimento in abbreviato. Il 20 marzo inizierà invece l'esame dei nove imputati - in primis l’imprenditore Giuseppe Iaquinta - che, di fronte alle nuove accuse che gli vengono contestate (sopratutto il reato di associazione mafiosa anche dopo la data del loro arresto il 28 gennaio 2015), hanno optato per proseguire nel giudizio con il rito ordinario. In questo caso la previsione è di terminare gli esami entro il 22 marzo e gli imputati potranno in seguito rilasciare eventuali dichiarazioni spontanee.

Enrico Lorenzo Tidona



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google