Arriva il nuovo ecografo per il reparto di Pediatria
Lo strumento è stato acquistato con le donazioni della Fondazione Ospedale Il dottor Chiossi: «È un apparecchio indispensabile per le diagnosi precoci»
Nuova donazione all’ospedale di Sassuolo, questa volta al reparto di pediatria. Si tratta dell’ecografo “My Lab Gamma” dell’azienda Esaote, dotato di quattro sonde che permettono di eseguire, sui piccoli pazienti, ecodoppler cerebrale, ecografia cardiaca neonatale, ecopolmonare e addome e, infine, ecografie alla tiroide. Un strumento tecnologico e all’avanguardia, studiato appositamente per i pazienti pediatrici, che proprio grazie alle piccole dimensioni è davvero facile da trasportare, ed evita, in tal modo, lo spostamento dei degenti. Ieri mattina, nel reparto di pediatria, Micol Pifferi, presidente della Fondazione Ospedale di Sassuolo onlus, che ormai da molti anni ha tra gli obiettivi quello di finanziare progetti specifici, promuovere e incrementare un patrimonio destinato a contribuire alle donazioni di nuove apparecchiature per l’ospedale, ha consegnato, al direttore generale dell’azienda ospedaliera Bruno Zanaroli, l’assegno di 38mila euro necessario per acquistare il nuovo ecografo che dovrebbe arrivare fra due settimane.
I fondi sono stati raccolti grazie alla cena organizzata lo scorso 10 febbraio da Claudia Borelli, cui hanno partecipato circa un centinaio di persone. Tra le tante aziende che hanno contribuito a questa generosa donazione, oltre ad Atlas, anche Ceramica Castelvetro, Marca Corona e Panaria Group. «Questo sistema - sottolinea Micol Pifferi - permette una diagnostica importante, non solo a livello cerebrale anche nei neonati e immaturi poiché per nulla invasivo. Dobbiamo ringraziare innanzitutto la signora Claudia Borelli e con lei tutta la famiglia Mussini perché hanno lavorato molto per raccogliere i fondi per questa macchina».
L’ecografo è uno strumento polifunzionale e soprattutto un importante ausilio per i medici che in questo modo possono eseguire diagnosi sempre più accurate e precise: diagnosi che in precedenza non erano possibili.
«Si tratta di un metodo non invasivo - ha spiegato il dottor Claudio Chiossi - un apparecchio indispensabile che permette a tutti i professionisti di essere sempre più abili nel formulare diagnosi precoci ed importanti».
Per l’utilizzo del nuovo ecografo, inoltre, è già stato previsto un piano annuale che prevede corsi di specializzazione per i medici: un’ulteriore qualità della prestazione dei servizi dell’ospedale. «Questa donazione - ha affermato Zanaroli - si aggiunge all’ottimo rapporto che abbiamo con la cittadinanza. Siamo molto grati per il lavoro e l’impegno che c’è dietro poiché in questo modo si arricchisce notevolmente la struttura tecnologica presente all’interno dell’ospedale. Si tratta di un apparecchio importante e sofisticato che non solo dà lustro al nosocomio ma qualitativamente innalza il livello di presenza nell’ospedale. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito al progetto, in particolare al dottor Claudio Chiossi, ispiratore dell’iniziativa, e alla Fondazione per la velocità di risposta con cui ha gestito la donazione».
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