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Il cavallo di Paladino pronto a scendere dal suo piedistallo

di Michele Fuoco
Il cavallo di Paladino pronto a scendere dal suo piedistallo

Il gallerista Mazzoli sul destino della statua alla manifattura «I termini sono scaduti, ora aspetto di riavere la mia opera» 

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Nessuna novità per il cavallo di Mimmo Paladino nella piazzetta della Manifattura Tabacchi. Emilio Mazzoli è ancora in attesa che qualcuno del Comune si faccia vivo. La decisione di acquistare la scultura o di restituirla al gallerista scadeva il 28 febbraio. Ma tutto tace. Nessuno segnale positivo, anche se la manifattura è stata acquistata di recente da Cassa Depositi e Prestiti di Roma. «Dovrebbe venire dice Mazzoli - a parlarne l'assessore alla cultura Cavazza. Non voglio entrare in polemica. La città non ama la cultura, crea dei problemi. In tutto il mondo, quando si fa una mostra, le opere in prestito, alla fine dell'evento, le mandano a casa, le assicurano e ti dicono grazie. Qui sono trascorsi due anni e mezzo e l'opera in carico alla galleria non viene restituita. Il mio dovere l'ho fatto fino in fondo... La situazione mi dà fastidio. Il contratto è scaduto, come ha scritto l'avvocato e ora devono provvedere a dare indietro la scultura. Non posso andare personalmente a portare via l'opera. La legge lo vieta». Ricordiamo a Mazzoli che Vittorio Sgarbi lo vorrebbe sindaco . «Non ho letto la Gazzetta, perché non ero a Modena, ma mi hanno telefonato che è uscito un articolo sul giornale. Lavoro ancora nel campo dell'arte, perché non so fare altro. E' una grande passione. E' incredibile che io possa fare il sindaco. Voglio essere lasciato in pace. Non ho mai fatto politica. Ringrazio Sgarbi per la stima. Ma non mi interessa. Ho sempre pensato alla cultura e all'arte, ho cercato di essere obiettivo e non mi sono mai messo in sitazione di dare consigli. La politica non fa per me. Non sarei in grado fisicamente. Sono stato alcuni anni nella Fondazione Cassa di Risparmio e le mie competenze non sono state usate...».

Inevitabile chiedere il parere sul nuovo corso della Galleria Civica. «Mi pare che non sia una grande partenza. Ad Reinhardt è uno dei più grandi artisti astratti del mondo con un segno particolare, e a Modena vengono portati fumetti che l'artista faceva per campare. Ho sempre ritenuto che il curatore di una galleria pubblica in provincia deve fare un tipo di lavoro, di progetti che le le grandi città possono venire a chiedere. L'altro giorno sono andato a Lecce a presentare un artista del territorio. Grande è stata l'attenzione dei media e il rispetto della gente. Bisogna sapere pesare quello che si può offrire».

E la prossima mostra, il 24 marzo, nella galleria Mazzoli sarà quella di Olivo Barbieri.

«Non è un fotografo modenese, ma mondiale, di una bravura incredibile e va sostenuto. Se si è artista internazionale è giusto il necessario riconoscimento. Per esempio, Giuliano Della Casa è un artista importante nel campo dell'illustrazione e va considerato per ciò che vale. Il cavallo di Paladino è una scultura pensata. Chi poteva fare un progetto così importante nel 2015? Siamo in democrazia, se non la vogliono, me la ridiano».



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