Gazzetta di Modena

Modena

Inseguito per 120 chilometri, arrestato

di Serena Fregni
Inseguito per 120 chilometri, arrestato

È un 54enne di Spilamberto con problemi psichici. È fuggito da Valsamoggia fino a Prato procurando diversi incidenti

2 MINUTI DI LETTURA





SPILAMBERTO. Un inseguimento lungo 120 chilometri, attraverso due regioni e i territori di cinque province fra l’Emilia e la Toscana, e che si è concluso con l’arresto del conducente di una Mercedes, un 54enne di Spilamberto.

L’arresto, per per resistenza a pubblico ufficiale e porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere, è stato convalidato ieri con rinvio della direttissima al 27 marzo prossimo e obbligo degli arresti domiciliari presso la compagna a Bologna. Ha deciso così il giudice di Prato, Cristina Mancini, nei confronti dell’uomo che lunedì sera si è reso protagonista di un lungo inseguimento dal comune di Valsamoggia (Bologna) fino a Prato dove è finito in un fosso dopo aver provocato numerosi incidenti, compreso uno speronamento con una gazzella dei carabinieri che tentava di bloccarlo. Nell’ultimo incidente avvenuto nella frazione di Mazzone al confine fra Prato e Montemurlo, oltre al cinquantaquattrenne sono rimasti lievemente feriti anche due carabinieri. L'uomo, che soffre di bipolarismo, è stato rappresentato in giudizio dall’avvocato d’ufficio, Valeria Sergi del foro di Prato.

Tutto è cominciato nel centro di Valsamoggia dove una pattuglia della Polizia municipale mentre stava intervenendo su un incidente ha notato la Mercedes con alla guida il cinquantaquattrenne che procedeva ad alta velocità e con manovre spesso spericolate per le vie abitate del piccolo comune bolognese. La pattuglia ha acceso la sirena e gli ha intimato l’alt. Ma l’uomo anzichè fermarsi ha aumentato l’andatura e si è dato alla fuga costringendo i vigili urbani a dare l’allarme al 112.

È cominciato così il lungo inseguimento da Bologna lungo la Porrettana fino a Pistoia ed infine a Prato. Una corsa di oltre sessanta chilometri con alcuni tratti percorsi contromano e provocando più di un incidente, per fortuna senza gravi conseguenze per le persone. La corsa si è interrotta in viale Unione Europea dove la Mercedes è entrata in collisione con una gazzella dei carabinieri ed è finita nel vicino fosso.

L’uomo interrogato dal giudice ha raccontato di aver perso la testa quando ha sentito le sirene. Essendo bipolare certificato e subendo a volte dei trattamenti sanitari obbligatori, il cinquantaquattrenne ha raccontato di aver temuto che volessero fermarlo per sottoporlo ad un trattamento e, sentendo le sirene avrebbe avuto una reazione di follia decidendo di fuggire. Nell’auto gli sono stati trovati anche alcuni coltelli e delle grosse forbici, di qui anche la seconda accusa di porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google