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Minacce con la pistola: a processo

Minacce con la pistola: a processo

Puntò l’arma contro madre e figlia 17enne. Individuato dalla vittima su Facebook

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Puntò una pistola in faccia a una diciassettenne e a sua madre ferme in auto in una strada di campagna a cercare il cane scappato. «Scendete o vi sparo», disse. Ma madre e figlia scapparono a tutto gas. Ed è stata proprio la madre, conosciuta avvocatessa modenese, a cercare e identificare l’uomo che l’aveva minacciata di morte. Ieri quell’uomo è stato chiamato a rispondere della bravata violenta e intimidatoria davanti al giudice. A causa dell’astensione degli avvocati, l’udienza è stata aperta e rinviata al 28 maggio.

L’imputato è un 43enne di origini milanesi che abita presso un’amica e il padre di lei in una casa vicina al punto in cui è avvenuto il fatto. Si tratta di un uomo con un pesante passato di reati alle spalle.

Il fatto risale a una sera del novembre 2015. La modenese e la figlia allora diciassettenne erano uscite di casa, in zona Strada Contrada, per cercare il loro cane scappato dal giardino. Durante i controlli a casaccio nella zona sono capitate in via Argiolas, una zona di periferia dove non avevano mai portato in giro il cane. Un tentativo causale, insomma, fatto nella speranza di trovarlo.

Invece, quando si sono fermate guardando fuori dal finestrino della loro auto nella campagna buia hanno avvicinarsi un uomo con un pitbull. Hanno pensato che fosse uno dei tanti che portano in giro il cane a quell’ora per i campi. Lo hanno chiamato. Ma quell’uomo, secondo il racconto delle vittime, si è avvicinato senza dire una parola e, quando è arrivato all’altezza del finestrino della ragazza, ha tirato fuori dalla giacca una pistola e l’ha puntata verso di lei e, in traiettoria, verso la madre. «Scendete dall’auto o vi uccido», sono state le sue uniche parole. L’atmosfera si è fatta tesissima. Nel silenzio totale, nonostante il terrore, la madre ha preso l’iniziativa disperata: ha messo in moto sgommando ed è partita a tutto gas finendo sulla strada di casa. L’episodio non è certo finito qui: l’avvocato non aveva nessuna intenzione di farla passare liscia allo squilibrato che l’ha minacciata di morte o la voleva rapinare. Così, dopo la denuncia alla Questura, si è impegnata a rintracciarlo con la sua collega Alessia Gonzo (che ora la segue come parte civile al processo).

Le ricerche sono partite dal vicinato di quella strada e grazie ai social hanno trovato un’abitazione nei paraggi. La figlia del proprietario aveva tra gli amici quell’uomo. Hanno poi scoperto che il 43enne abitava con loro. Oggi quell’uomo è l’imputato per minacce aggravate: lo difende Enrico Aimi. La pistola, che non poteva detenere, non è mai stata trovata.

Carlo Gregori

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