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oggi il riconoscimento in accademia 

Specialisti in disastri ecco i primi 65 diplomati

Specialisti in disastri ecco i primi 65 diplomati

Considerando la storia della nostra provincia negli ultimi sei anni, il corso non poteva che essere a Modena. E ora, dopo un’importante risposta arrivata da tutta Italia - oltre 100 domande per 65...

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Considerando la storia della nostra provincia negli ultimi sei anni, il corso non poteva che essere a Modena. E ora, dopo un’importante risposta arrivata da tutta Italia - oltre 100 domande per 65 posti - e dodici mesi fatti di lezioni frontali, attività di indirizzo e un tirocinio che ha portato gli studenti al Centro unificato di protezione civile di Marzaglia (ma anche sul Vajont, in val Badia e val di Stava), è arrivato il momento della consegna degli attestati, mentre le basi per il prossimo corso sono già state gettate.

Giorno di festa oggi per gli studenti che hanno frequentato il primo corso di perfezionamento universitario sulle Emergenze Territoriali, Ambientali e Sanitarie organizzato dal nostro ateneo in collaborazione con Comune, Esercito italiano e Arpae Emilia Romagna, con il finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio. L’appuntamento è per le 16.30 in Accademia, dove i 65 partecipanti riceveranno l’attestato di merito alla presenza del comandante Stefano Mannino, del rettore Angelo Oreste Andrisano, del sindaco Muzzarelli, della professoressa Grazia Ghermandi, rappresentante del cda della Fondazione, del direttore Arpae Stefano Forti e del professor Mauro Soldati, direttore del corso.

A chiudere la cerimonia sarà l’intervento dell’ex presidente della Regione e commissario straordinario per la ricostruzione dopo i terremoti nella Bassa e nel centro Italia, Vasco Errani, eletto in Senato nelle liste di Leu. Un corso di successo, insomma, anche perché nato in una provincia che nel giro di pochi anni ha “testato” diverse emergenze ambientali: «Nel territorio modenese - spiega il rettore - si sono verificati eventi naturali con gravi ricadute in termini socio-economici e sanitari. Tali eventi hanno messo a dura prova sia il sistema produttivo, ma anche e soprattutto quello istituzionale: in questo contesto si è imposto sempre con maggiore forza il tema della prevenzione degli effetti di tali emergenze, l’organizzazione dei servizi di assistenza e la ricostruzione».

«Modena - aggiunge il direttore del corso, il professor Soldati - offre un esempio a cui rifarsi in tema di gestione delle emergenze. Viste queste premesse, si è ritenuto che una proposta pedagogica e formativa, in un solido contesto scientifico, fosse la migliore risposta a questa sfida».

Un percorso che si è snodato lungo tutto il 2017, e che ha portato gli studenti ad arricchirsi grazie a 120 ore di formazione generale dedicata alla previsione e prevenzione dei rischi, a 90 ore di attività di indirizzo - scientifico-tecnologico, oppure medico-biologico-sanitario o giuridico-economico a seconda delle esigenze degli iscritti - per passare poi alle 225 ore di tirocinio, alle quali ne sono state aggiunte altre 25 che hanno portato gli studenti anche al Centro unificato di protezione civile di Marzaglia.

(l.g.)

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