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«Aemilia, mai chiesto l’abbreviato»

«Aemilia, mai chiesto l’abbreviato»

L’avvocato Garuti: «Per Bianchini ho solo domandato informazioni»

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SAN FELICE. Non c’è stata alcuna richiesta formale di rito abbreviato per Augusto Bianchini anche perché i suoi difensori sono ancora convinti di potersi difendere in fase dibattimentale. Il fraintendimento si è verificato durante l’ultima udienza del processo Aemilia quando il professor Giulio Garuti, che difende la famiglia di imprenditori sanfeliciani, ha chiesto delucidazioni alla procura e al tribunale. Lo ha fatto relativamente all’imputazione di associazione di stampo mafioso, integrata dai pm e che ha portato 24 imputati a chiedere il rito abbreviato.

«Ho semplicemente domandato - ha chiarezza Garuti - se per “capo 1 integralmente richiamato” avrei dovuto fare riferimento alle prime accuse o a quelle inserite durante il processo dai pubblici ministeri. L’ho fatto per chiarezza, per capire a quali eventuali nuovi collegamenti avremmo dovuto controbattere, ma il presidente Caruso è stato molto chiaro: il “capo 1” resta quello vecchio, che conosciamo. Detto ciò non ho mai chiesto l’abbreviato per Augusto Bianchini né per la moglie, siamo in dibattimento e continueremo con il rito ordinario senza alcuna remora».

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