Alessandro il giramondo ora fa sosta in Cambogia
Mirandola. Il 24enne ha attraversato, con pochi soldi, Russia, Mongolia e Cina «La muraglia è indescrivibile, ma tra i bambini poveri mi sento parte di un sogno»
MIRANDOLA. Un bilancio dei suoi primi sette mesi di viaggio affascinante, coinvolgente che immagine dopo immagine, come in un film, ti porta dentro la sua personale avventura in giro per il mondo che posta fedelmente sul blog Journey24. Scrive dalla Thailandia Alessandro Tomasi, 24 anni di Mirandola, che a luglio ha lasciato il paese natale, circondato dalla famiglia e dagli amici che l’hanno accompagnato alla stazione dei treni per salutarlo prima che salisse su un convoglio diretto ad est: Europa e Asia in primis poi ad ovest, sud America e Usa sul suo itinerario di due anni alla scoperta del globo senza prendere aerei e con pochi soldi in tasca.
Una sfida dura, ma avvincente, perché il piacere di conoscere posti e culture lontani - arrivando anche ad aiutare chi è meno fortunato - ripaga in ricchezza, umana, di qualsiasi difficoltà incontrata sulla sua strada. Un cammino lungo, quello intrapreso, che Alessandro racconta in diversi flashback che catturano l’attenzione e fanno sognare.
«Tante cose fantastiche mi sono capitate in questi mesi - dice - ho viaggiato per quattro giorni attraverso la Russia, sul mitico treno della Transiberiana, conoscendo un lato dei russi molto simpatico ed amichevole. Poi la Mongolia, che ho visitato per dieci giorni a bordo di una Jeep con un driver ed un altro ragazzo: abbiamo fatto la vita da selvaggi pranzando e cenando con il pesce pescato nei fiumi con l’unica eccezione della pasta ogni tanto. In Cina, invece, ho vissuto una delle esperienze più belle della mia vita: dormire sulla muraglia cinese. Perché svegliarsi allungando timidamente la testa fuori dal sacco a pelo e ritrovarsi con centinaia di stelle sopra agli occhi ed una delle bellezze del mondo che si estende per chilometri sotto di te, è stato indescrivibile. Come significativa la permanenza di due mesi in Vietnam: una terra inaspettata, piena di cibo incredibile, posti mozzafiato e persone fantastiche».
Ma è la Cambogia ad aver lasciato un segno profondo in Alessandro. «Già quando stavo pianificando la mia avventura mi sarebbe piaciuto dedicarmi ad un progetto di volontariato genuino - spiega - e così in Vietnam, da un post su Facebook, ho scoperto l’esistenza di “Viva la Vida”, una onlus che opera nella provincia di Kampong Cham, in Cambogia, aiutando i tanti bimbi disagiati della zona. La missione nasce grazie a Nicola Regina, un ragazzo italiano che, dopo aver abbandonato il lavoro e gli agi, ha intrapreso un lungo viaggio per il mondo, descritto nel suo libro “Controvento”, che lo ha infine portato ad attraversare l’Asia in autostop finché non è finito in un orfanotrofio in Cambogia. Qui si è reso conto delle condizioni di estrema povertà in cui vivevano i bimbi: impossibilitati ad andare a scuola e costretti a lavorare o chiedere l’elemosina. Ha quindi deciso di fondare un centro in cui farli studiare, i cui lavori di costruzione sono partiti ad ottobre. Così dopo cinque mesi di viaggio ho deciso di andare in quel villaggio: passare il mio tempo con i piccoli, aiutarli concretamente, stringere le loro mani e vederli sorridere mi ha dato una gioia impagabile, perché mi sono sentito parte di un grande sogno per il loro futuro».
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