Modena, due quadri nel nome di Pavarotti
Gli artisti Roberto Taormina e Serena Mancino li hanno donati alla Casa Museo
MODENA. Due quadri ispirati dal grande tenore e realizzati nel nome di Luciano sono stati donati ieri a Nicoletta Pavarotti alla Casa Museo, lo scrigno in cui è possibile fare un viaggio nel mondo di uno degli artisti più grandi di tutti i tempi.
Gli artisti Roberto Taormina, di Mirandola, e Serena Mancino di Finale, ieri pomeriggio hanno consegnato nelle mani di Nicoletta due opere che parlano del tenore. Due modi diversi di raccontarlo, intrisi e provenienti da due storie personali altrettanto differenti. Il quadro di Taormina è composto dal grande amore dell’artista: l’argilla. A questo materiale sono stati aggiunti un’inferriata per realizzare la chiave di violino e legno di recupero. «La mia opera è un bassorilievo. Un omaggio al maestro che avevo in mente già da tre anni - racconta l’artista mirandolese - Quando tre anni fa sono venuto qui, alla Casa Museo, mi sono ripromesso che avrei creato qualcosa ispirandomi a lui. Nel quadro sono riportate due frasi, molto care al maestro: “Ma il mio mistero è chiuso in me” e “Pensate al giorno che viene come una novità ed un dono inatteso che vi arricchirà”.
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Serena Mancino è nata sorda. Un paio di anni fa ha subito un intervento al Ramazzini di Carpi e ora, grazie all’impianto cocleare, può sentire. E la sua vita e le sue opere sono diventate un’esplosione di colore da quando dipinge il suono. «Il quadro preparato pensando al maestro - racconta Serena - spiega l’importanza dei cinque sensi, del dettaglio. L’importanza del poter toccare ciò di cui si parla».
Emozionata per i doni, Nicoletta Pavarotti ha già deciso di posizionarli in un punto ben preciso della Casa Museo. «Questi artisti mi hanno stupita ed emozionata per la grande passione e per il cuore che emerge dalle loro storie - spiega Nicoletta - Luciano sarebbe contentissimo e fiero di essere riuscito, ancora una volta, a tirare fuori il meglio delle persone».
La Casa Museo, poi, è meta da sempre di turisti internazionali, desiderosi di carpire da vicino le emozioni che il maestro è ancora in grado di suscitare. Questo luogo si arricchirà di un nuovo evento. «Abbiamo intenzione di organizzare nuovi master per giovani cantanti - prosegue Nicoletta - L’obiettivo è quello di fare crescere talenti nel nome di Luciano. C’è già un programma che, a breve, sarà oggetto di una presentazione pubblica di quanto intendiamo proporre».
C’è attesa, inoltre, per il lancio del documentario su Pavarotti, realizzato da Ron Howard. «Dovrebbe uscire tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo -continua la vedova di Big Luciano - Ron Howard ha partecipato al nostro evento a Verona e così ci era stato detto». Su un eventuale ritorno a Modena dell’evento per l’anniversario della scomparsa di Pavarotti, Nicoletta spiega: «Ne stiamo parlando insieme al sindaco Muzzarelli e... chissà. Noi continuiamo, comunque, come nel caso del master, a organizzare appuntamenti qui per la nostra Modena».
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