Modena. Vaccini, in Regione obbligo per medici e infermieri
Per ridurre le possibilità di contagio l'obbligatorietà viene estesa ai circa 4mila operatori sanitari dei reparti più a rischio
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MODENA. Vaccini obbligatori per lavorare nei Reparti ospedalieri più a rischio. Dopo aver fatto da apripista sull'obbligo dei vaccini nei nidi, l'Emilia-Romagna prova a ridurre il rischio di contagio nelle sue strutture sanitarie.
Rendendo obbligatorie le vaccinazioni a morbillo, parotite, rosolia e varicella ai circa 4.000 iperatori sanitari che lavorano in oncologia, ematologia, neonatologia, ostetricia, pediatria, malattie infettive, nei pronto soccorso e nei centri trapianti della regione. Senza i vaccini, a medici e infermieri verrà in sostanza vietato di lavorare in questi reparti dal medico del lavoro. "Se mi aspetto resistenze? no, ma ci può essere qualche fastidio", ammette l'assessore regionale alla sanità Sergio Venturi. "E' comprensibile ma confidiamo che questa misura venga vista per quella che è, cioè una tutela anche per i lavoratori".
Nelle intenzioni della regione c'è quella di ampliare le immunizzazioni richieste (per ora ci sono circa 500.000 euro a disposizione) e di inserire l'obbligo vaccinale anche nei bandi di concorso per infermiere. Non si potrà impedire l'assunzione di chi non è vaccinato, ma vincolare il lavoro in alcuni reparti meno a rischio contagio sì. L'idea è che la misura possa essere imitata come è successo per la legge sull'obbligo vaccinale nelle scuole, che ha dato l'input alla norma nazionale. "Anche in questo caso- dice Venturi- ci auguriamo che possa rappresentare qualcosa di utile anche per altre regioni o anche un indirizzo generale per il Paese".
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