«Nessun pietismo, qui si lavora»
I responsabili Asp: «Sinergia con aziende leader. Efficienza al 99,8 per cento»
VIGNOLA. C’è una parola che è bandita al “cASPita!”: il pietismo. Qui, dove i ragazzi disabili lavorano conto terzi, non ci si occupa la giornata senza scopo. Qui si lavora per davvero.
«Il nostro obiettivo - spiega Marco Franchini, amministrato dell’Asp - è far sì che i ragazzi partano alla pari con tutti. Senza pietismo perchè chi viene qui deve lavorare e deve farlo bene». Peculiarità non secondaria, dato che il tasso di efficienza sui pezzi si attesta sul 99,8%.
«La società contribuisce con i servizi e i nostri ragazzi ripagano con l’abnegazione sul lavoro e con il loro carattere, ovvero con l’entusiasmo con cui affrontano quotidianamente il lavoro».
«È importante sottolineare la qualità - aggiunge Patrizia Amidei che coordina il Caspita -. Si lavora per aziende leader nei rispettivi settori: in questo momento ci stiamo occupando di pezzi per la Reflex di Guiglia. Andranno in tutto il mondo e quindi devono garantire degli standard qualitativi elevati».
Ma perchè le aziende scelgono Caspita?
«Indubbiamente - spiega Franchini - costiamo meno ed essere competitivi economicamente è fondamentale. E le aziende, inoltre, imparano che creare una sinergia con noi ripaga anche con un valore aggiunto dal punto di vista umano. E ogni impresa deve avere una responsabilità sociale forte, perchè chi è leader non guarda solo al bene che produce, ma anche alla sensibilità e alla creazione di un ambiente di lavoro sano. È senza ombra di dubbio un ritorno positivo per le aziende».
I ragazzi, mentre Marco e Patrizia raccontano l’esperienza di Caspita, proseguono il lavoro ai banconi. Alacremente e con il sorriso. Forse questo è il punto più importante, avere un obiettivo personale. Il lavoro nobilita l’uomo si dice, ed è vero.
«Questi ragazzi fino a trent’anni fa non avrebbero avuto un ruolo nella nostra società - spiega Patrizia -. Avrebbero trascorso le giornate al bar o a spasso per il paese. Ora ce l’hanno e possono costruirsi un futuro con le loro mani. Ad ognuno viene affidato un compito in base alle capacità personali. Alcuni di loro, dopo un periodo qui e dopo aver raggiunto determinate competenze, riescono a proseguire la formazione nelle aziende del territorio anche attraverso i tirocini».
Un vero e proprio trampolino di lancio che i ragazzi si costruiscono con le loro mani e il loro spirito. (gib)
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