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seta, Quattro sindacati uniti in procura 

«Turni massacranti alla guida: un esposto»

«Turni massacranti alla guida: un esposto»

A Seta i sindacati sono di nuovo sul piede di guerra per la storica vertenza sugli straordinari obbligatori e vogliono portare anche questo tema all’attenzione dei politici che sinora li hanno...

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A Seta i sindacati sono di nuovo sul piede di guerra per la storica vertenza sugli straordinari obbligatori e vogliono portare anche questo tema all’attenzione dei politici che sinora li hanno snobbati.

Di qui la scelta di un esposto alla Procura e all’Ispettorato del Lavoro per far risaltare le condizioni di pericolo per i viaggiatori quando si guida oltre la soglia del superaffaticamento.

In vista dello sciopero del 24 marzo vengono riepilogati i punti che hanno portato alle condizioni di pericolo. Si parte da quando, poco più di un anno e mezzo fa, cambiarono le regole d’ingaggio per gli autisti, facendo scattare gli straordinari obbligatori e non concordati.

Sulla questione lo scontento fu subito palese perchè turni di lavoro in un arco di tempo che superava di parecchio le dieci ore giornaliere sono diventati normali. E la frequenza su ogni mese degli straordinari obbligatori è diventatata routine per buona parte dei circa 400 autisti Seta sul trasporto urbano ed extraurbano. Di fronte ai rifiuti degli autisti, giustificati con il contratto alla mano che li prevede solo per casi estremi di necessità e urgenza quando manca un accordo aziendale, ecco che la dirigenza di Seta guidata dal duo Bulgarelli-Badalotti ha puntato i piedi.

Il regime di turni extra obbligatori è diventato ancora più stringente (i sindacati lo definiscono “asfissiante”) e gli scioperi si susseguono con cadenza regolare. Questa volta, nell’esposto inviato da Cisl, Uil, Faisa Cisal e Ugl, si affronta anche la questione delle assenze per malattia che Seta ha strenuamente indicato come causa degli straordinari obbligatori per non interrompere il servizio pubblico.

«I picchi di malattia per le epidemie stagionali possono capitare ovunque, non solo a Seta Modena - dicono i quattro sindacati uniti - Ma qui a Modena, e non nelle altre città, non ci sono autisti in servizio che consentano di sostituire i colleghi. Una quota di dipendenti in grado di coprire gli autisti che mancano, per ferie o altro, è normale in ogni impresa. Da noi invece i numeri sono ridotti all’osso, quasi un autista per turno». (s.c.)

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