Troppa neve, rimandata la via Crucis di Frassinoro
La manifestazione che coinvolge oltre 450 figuranti slitta al prossimo anno Il parroco: «Preparativi lunghissimi, non potevamo correre il rischio di un flop»
FRASSINORO . Il maltempo di questi giorni si è “portato via” la celebre Via Crucis vivente di Frassinoro, che salta l’appuntamento per la prima volta dopo più di quarant'anni.
È l'amara ma forzata decisione che è stata presa mercoledì sera in parrocchia nella riunione del Comitato Via Crucis Aps (associazione di promozione sociale) in cui all'unanimità, con tutti i 15 capi stazione, si è stabilito il rinvio al 19 aprile 2019, data del prossimo Venerdì Santo.
In parrocchia si era sperato fino all'ultimo nell'arrivo, a metà marzo ormai, se non della primavera almeno di un po’ di sole che potesse permettere di dare inizio ai preparativi.
Ma sono stati solo pochi barlumi e in più adesso ci sono le previsioni di altra neve in arrivo da domenica (le ultime proiezioni danno quattro giorni di precipitazioni dietro fila fino a mercoledì, per quanto contenute) che hanno affossato ogni speranza, complice una Pasqua che quest'anno arriva troppo presto.
«Sarebbe stato il momento di cominciare a fare i preparativi fuori, perché la Via Crucis di Frassinoro richiede un impegno, anche manuale, davvero molto grande – spiega il parroco don Luca Pazzaglia, presidente del Comitato – ma come facciamo? In paese ci sono ancora 20 centimetri di neve che è tutta ghiacciata e si scioglie lentamente. E ce n’è dell’altra in arrivo. Si potrebbe fare uno sforzo a livello di comunità e pulire tutto, ma non sarebbe abbastanza lo stesso perché ci ritroveremmo a lavorare e posizionare i figuranti in mezzo al fango».
Figuranti che sarebbero poi costretti anche a una lotta impari contro il termometro: «Qui – ricorda il don - siamo ancora poco sopra o a cavallo dello zero: come possono resistere, ad esempio, le persone che rappresentano Gesù mezzo svestito lungo la via per il Calvario? Il rischio di ipotermia, se non peggio, sarebbe altissimo».
Oltre a tutto questo, se anche si decidesse di andare avanti contro tutto e tutti, poi non è detto che il discorso paghi, e che effettivamente il pubblico venga in queste condizioni: «Si corre il rischio di fare un enorme sforzo per poi vedere vanificato il tutto dalla bassa affluenza – aggiunge il sindaco Elio Pierazzi – e la storia della Via Crucis di Frassinoro non merita questo. Dispiace a tutti, ma bisogna rimandare al prossimo anno, quando ad aprile inoltrato ragionevolmente dovrebbe esserci un tempo migliore».
Il fermarsi adesso permette anche di disdire le forniture di materiali vari con l'anticipo necessario ad evitare costi di mancato preavviso, che sarebbero la beffa dopo il danno. Certo il passo non è stato semplice, per un evento di comunità fatto di 450 figuranti e tutta la manovalanza: un paese intero in campo, che si prepara da tre anni. L’ultima volta che accadde era il 1975, quando si dovette rimandare la rappresentazione per una pioggia incessante. Poi si era sempre riusciti, in condizioni difficili a volte. Ma mai così tanto.
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