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Modena: vendica la moglie con annunci hard

Modena: vendica la moglie con annunci hard

Un 39enne ha pubblicato post con generalità e telefono della dirigente odiata

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MODENA. Ha voluto vendicare la moglie, a suo avviso bistrattata e spesso in contrasto con il suo capo, la dirigente dell’azienda dove lavorano. Non ha cercato certo il confronto ma ha agito in modo subdolo, sfruttando i trucchi e le possibilità che con molta facilità la rete può offrire in questi casi.

Ma la sua vendetta, per altro subito stroncata, è stata un boomerang: L.R., modenese di 39 anni, è stato scoperto e denunciato sia per diffamazione a mezzo web che per sostituzione di persona, reato quest’ultimo ben più grave del primo e per il quale si procede d’ufficio.

Tutto ha inizio nell’estate scorsa quando verso agosto si presenta alla polizia postale una signora sui quarantacinque anni, la dirigente di una azienda conosciuta che opera nel Modenese, che mostra agli agenti il proprio cellulare.

La donna chiedeva aiuto: da qualche giorno era tempestata di messaggi, che arrivavano a qualsiasi ora e da qualsiasi parte d’Italia, da parte di persone che dicevano di aver letto un annuncio e che erano ben disponibili ad avere incontri erotici con lei. Ma di quale annuncio si trattava? Gli esperti della polizia postale si mettono a frugare in rete e ben presto risalgono alla piattaforma, a un sito di annunci che copre il territorio nazionale, evidentemente con pochi filtri, specializzato in incontri di qualsiasi tipo e di qualsiasi genere.

Gli annunci erano stati dunque postati con il nome e il cognome nonché il numero del cellulare della dirigente modenese.

La polizia postale ha raccolto tutte le informazioni ed è riuscita a risalire alla fonte, all’Id (il numero identificativo con cui si accede in rete) del pc da cui sono stati creati e spediti gli annunci erotici al sito specializzato in incontri. Si è quindi scoperto che il computer era un pc da lavoro: quello del modenese 39enne L.R. il quale dunque, senza scomodarsi più di tanto, dal suo desk dell'azienda dove lavora ha cercato di diffamare “la capa” della moglie, con la quale lei aveva litigato e che non vedeva di buon occhio.(s.to)
 

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