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Allarme a Castelvetro: ex Frattina, storico disastro ambientale

di Enrico Vincenzi
Allarme a Castelvetro: ex Frattina, storico disastro ambientale

Roberto Monfredini (M5S): «È pieno di inquinanti e il Tiepido li porta via. Informati Governo e Bruxelles, serve la bonifica»

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CASTELVETRO. Cromo, piombo, zinco, rame, nichel: sono solo alcuni degli elementi presenti in concentrazioni particolarmente elevate nel sito dell’ex Frattina, spazio di terreno di quattro ettari a Solignano, tra la Pedemontana ed il corso del torrente Tiepido. Ad evidenziare la presenza degli inquinanti, una nuova ricerca commissionata dal Movimento 5 Stelle di Modena e Castelvetro. Ieri mattina Roberto Monfredini, consigliere comunale nel paese del Grasparossa, ne ha presentato i risultati in Comune a Modena.

La ricerca è stata svolta da un laboratorio di analisi certificato, prelevando alcuni campioni dalla sponda del terreno a contatto con le acque del Tiepido, dal 31 dicembre 2017 ai primi giorni di gennaio 2018.

«Dalle analisi fatte a nostre spese, mirata a cercare metalli pesanti - afferma Monfredini - emerge che nei campioni il piombo è a 17mila microgrammi, il rame ha valori di 18mila microgrammi», mentre il limite legale di queste sostanze dovrebbe essere, rispettivamente, di 100 e 120 microgrammi.

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L'analisi, precisa il consigliere, «non ha validità legale di nessun tipo. Quelle ufficiali le devono fare Asl o Arpa, e speriamo che le facciano al più presto». Anche perché, denunciano i 5 Stelle, l’area dell’ex Frattina è classificata come zona di tutela e ricarica di falda, ed è altamente fragile dal punto di vista geomorfologico.

Da decenni, la zona è al centro di polemiche per la gestione delle sostanze inquinanti sepolte. «L’area - denunciano i pentastellati - non è mai stata bonificata. Visti i risultati, chiediamo un intervento urgente». Dagli anni ’70 a metà degli anni ’80, molte aziende ceramiche del territorio hanno usato la Frattina per seppellirvi illegalmente i rifiuti prodotti durante le lavorazioni. Oltre a quelli già citati, ad inquinare il sito è stata anche la forte presenza nel terreno di plastiche industriali e di un materiali come l’amianto: «Le istituzioni hanno sempre negato che ci fosse amianto nella zona, ma dopo una nostra segnalazione, nel 2015, ne sono stati raccolti venti quintali», denuncia Monfredini.

L’inquinamento della Frattina è riconosciuto dal 1988, ma ciononostante l’area è stata usata a scopo agricolo fino al 2005, con il divieto emesso dalla Conferenza dei Servizi di Roma. Una situazione che ha causato diversi problemi agli allevatori della zona, alcuni dei quali hanno dovuto abbattere animali affetti da saturnismo, causato dal piombo che l’erba di cui si nutrivano aveva assorbito dalla terra.

E sempre ieri è stato prodotto materiale fotografico che mostra come l’acqua del torrente Tiepido sia a contatto diretto con i rifiuti sepolti nel terreno, a causa dell’incuria in cui è tenuta l’area. «Siamo una zona di tutela, che non può coesistere con una bomba ecologica», tuona Monfredini.

Il Movimento 5 Stelle ha informato dei risultati delle analisi il Noe di Bologna, la Procura ed il Prefetto di Modena, i ministeri dell’Ambiente e della Salute, l’Ufficio delle Petizioni di Bruxelles e la Commissione Envi, sempre di Bruxelles.
 

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