«Seta, c’è chi fa straordinari per quasi 1400 ore all’anno»
Una conferenza stampa blindata da pattuglie di carabinieri, polizia e vigili urbani per un gruppo di rappresentanti sindacali che ieri mattina hanno tenuto una conferenza stampa nel parcheggio...
Una conferenza stampa blindata da pattuglie di carabinieri, polizia e vigili urbani per un gruppo di rappresentanti sindacali che ieri mattina hanno tenuto una conferenza stampa nel parcheggio davanti alla sede dell’azienda dei trasporti pubblici.
Bastava questo segnale per capire quanto la dirigenza di Seta abbia voluto mostrare i muscoli nel confronto con gli autisti in vista del prossimo sciopero, lanciando un allarme per l’ordine pubblico.
E dire che l’ultima volta che c’è stata una delegazione che è rimasta per qualche ora davanti agli uffici del direttore generale si trattava di una sigla, la Usb, che Seta neppure riconosce come controparte nelle trattive. Ieri mattina invece c’erano le altre quattro sigle che non hanno mai effettuato un’occupazione nella storia dell’azienda, neppure simbolica.
«Questo comportamento la dice lunga sull’atteggiamento discriminatorio nei confronti dei lavoratori da parte dei dirigenti Seta - brontolavano i rappresentanti sindacali - Noi abbiamo presentato un esposto in Procura sugli straordinari obbligatori per tutti e che sono inaccettabili perchè completamente al di fuori della legge. Per tutta risposta loro chiamano le forze di polizia quando ci troviamo con la stampa a parlare, e in un’area aperta al pubblico come il parcheggio, fuori dalla palazzina aziendale e persino fuori dai cancelli del cortile di Seta».
Polemiche a parte, quali sono le ragioni che stanno alla base di uno sciopero supplementare di quattro ore, tutto modenese? Nei fatti si aggiunge a quello dell’intera giornata proclamato per il 24 marzo nelle tre province del bacino Seta.
Basta porre questa domanda per scatenare una valanga di risposte che battono tutte sullo stesso tasto, i comportamenti giudicati “illegali”, messi in atto dal direttore Badalotti e dal presidente Bulgarelli, per tappare i buchi quotidiani di organici ridotti al lumicino.
«Parliamoci chiaro - dicono all’unisono - in nessuna azienda trasporti si sognano di avere in organico un autista per turno, ce ne sono sempre abbastanza in più per coprire le esigenze di servizio. In Seta c’è l’indice di copertura più basso d’Italia, e molto distante dal minimo. L’Ispettorato ha i dati che dimostrano che alcuni colleghi, che non criminalizziamo per questo, hanno svolto straordinari per 1300-1400 ore all’anno contro un massimo legale di 300. Si badi bene: il massimo consentito. E per le 300 ore si può discutere, no? E poi un conto è fare straordinari dando la disponibilità quando si è giovani e senza famiglia, un altro è quando si hanno famigliari a carico e vent’anni di guida alle spalle. Qui è in gioco la sicurezza dei viaggiatori. Invece qui a Modena, e non a Reggio e Piacenza, i turni vengono decisi di giorno in giorno, per tutti i guidatori. Come si fa a organizzare la vita quotidiana con questi ritmi?» (s.c.)
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