Vince la legalità, ruspe nella villa abusiva
Formigine. L’immobile di Casinalbo, ora di proprietà del Comune, sarà abbattuto dopo 15 anni. I civici: «Che spreco»
FORMIGINE. Una villa dal valore di 500mila euro totalmente abusiva. A tal punto che l’assessore Armando Pagliani lo definisce come «l’abuso per eccellenza».
È stato questo uno degli argomenti trattati durante il consiglio comunale di giovedì sera. Una storia vecchia di 15 anni e che racconta uno dei più grandi abusi edilizi mai perpetrati nel territorio comunale formiginese. Quello che era un permesso di costruzione rilasciato per un deposito agricolo in area rurale, infatti, si è trasformato in una vera e propria villa residenziale, che sorge a Casinalbo in via Sant’Ambrogio 47/D. Una vicenda infinita, che si appresta a giungere al termine con l’abbattimento dell’edificio.
A riproporre il tema in Consiglio comunale è stato il consigliere di minoranza Paolo Bigliardi, della lista civica. Bigliardi ha interrogato l’amministrazione circa il destino della villa: «È un edificio nuovo - spiega il consigliere - di oltre 300 metri quadri e costituito da due appartamenti e ampie pertinenze, garage, portico e cortile. Sono due le strade che abbiamo davanti, o il recupero o l’abbattimento. L’amministrazione ha fatto benissimo a perseguire questo abuso. Oggi, però, la domanda è che cosa farsene di questo edificio. Dobbiamo capire se esiste un possibile utilizzo o valorizzazione di questo immobile, in modo che possa diventare un bene di tutta la comunità. Penso ad esempio ad una casa di accoglienza per le ragazze madri o comunque a un indirizzo socialmente utile. È vero che ci sarebbero dei lavori di sicurezza da realizzare per circa 20mila euro, ma è anche vero che il bene ha un valore ben maggiore. Ovviamente bisogna procedere ad una regolarizzazione urbanistica, ma dobbiamo tenere conto di un bene patrimoniale che è nelle mani del Comune».
A rispondere l’assessore Pagliani, che ha ripercorso il lungo iter giudiziario, che si è concluso nel maggio del 2016 con una sentenza del Consiglio di Stato che ha dato completamente ragione al Comune: «Non siamo di fronte ad una finestra abusiva o a un muretto. In provincia di Modena esiste solo un altro caso di queste dimensioni, questo per capire la gravità della questione. Ora, grazie alle varie sentenze, la palla è totalmente nelle mani del Comune e noi riteniamo che la decisione più giusta sia quella di abbattere. L’alternativa sarebbe quella di utilizzarla per fini sociali, ma dovremmo fare una sanatoria urbanistica, cosa che non abbiamo mai concesso in tutti questi anni all’ex proprietario. E la messa in sicurezza dell’edificio, che ha una crepa importante, avrebbe un costo di circa 80mila euro. Ma al di là dei soldi e della stima della villa, l’amministrazione comunale decide di procedere con la demolizione del fabbricato (costi circa 25mila euro a carico dell’ex proprietario, ndr) perchè riteniamo che ci siano dei valori che sono più importanti dell’immobile stesso, ovvero il valore della legalità. Il rispetto delle regole per noi è fondamentale». L’immobile sarà abbattuto, un decisione che ha trovato l’appoggio del Movimento Cinquestelle. (gib)
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