Gazzetta di Modena

Modena

Giacobazzi, la crisi nell’uovo di Pasqua

di Luca Gardinale
Giacobazzi, la crisi nell’uovo di Pasqua

L’assessore pronto a lasciare ad aprile: Muzzarelli sta pensando ad una ridistribuzione di deleghe, Guerzoni favorito

3 MINUTI DI LETTURA





Via via, vieni via di qui: niente più ti lega a questi luoghi, neanche… Muzzarelli». Dopo esserselo cantato diverse volte davanti allo specchio, l’assessore comunale ai Lavori pubblici Gabriele Giacobazzi è finalmente libero di mettere in pratica il ritornello “contiano”, con buona pace del primo cittadino, che a settembre scorso aveva congelato il suo ruolo, chiedendogli di restare in giunta nonostante l’assessore stesso, fresco di nomina a presidente dell’Ordine degli ingegneri, fosse decisamente orientato a lasciare. Una richiesta che il titolare dei Lavori pubblici ha accettato per due motivi. Un po’ perché il modo in cui Gian Carlo Muzzarelli l’ha formulata non lasciava troppo spazio ai rifiuti - del resto il sindaco ha sempre fatto il possibile per tenere con sé il suo assessore dal profilo più alto - un po’ perché quel “va bene, resto” aveva un post scriptum implicito: dopo il 4 marzo, le promesse non valgono più. E visto che il 4 marzo è passato (purtroppo, per il Pd…) ora Gabriele Giacobazzi ha finalmente le valigie in mano: i tempi sarebbero maturi già oggi, ma è probabile che la formalizzazione dell’addio arrivi subito dopo Pasqua. Del resto, l’assessore era pronto a lasciare ben prima della sua nomina a presidente dell’Ordine degli ingegneri: anche se dal punto di vista personale non ci sono mai stati problemi, dal 2014 in poi, con la riconferma in giunta, Giacobazzi ha sofferto il passaggio del “pacchetto” Urbanistica alla collega Anna Maria Vandelli, che ha una visione dello sviluppo della città piuttosto diversa dalla sua. Ma se la questione del dualismo tra le visioni di città è ormai alle spalle, ce n’è un’altra che oggi è ancora aperta, e sostanzialmente è il motivo per cui le dimissioni di Giacobazzi potrebbero tardare ancora qualche giorno (ma non troppo): quella del sostituto nel ruolo di titolare di Lavori pubblici, Patrimonio, Mobilità, Reti e Infrastrutture in piazza Grande. Tra i nomi in lizza c’è sempre quello di Lucia Bursi, ex segretario provinciale e amministratore rodato, visti i due mandati alla guida di Maranello: l’accordo sul suo nome, comunque, sembra piuttosto difficile, come difficile è sostituire un assessore “tecnico” con un uomo o una donna del Pd, visto l’esito del voto politico. Lo stesso discorso vale per gli alleati di Mdp: il 6% raggiunto a Modena non è un brutto risultato, ma oggi non ci sono le condizioni per un raddoppio degli assessori in quota Articolo Uno. E allora chi potrebbe essere la new entry in giunta? Il nodo sarà risolto da qui a Pasqua dal sindaco Muzzarelli e dal Pd, tenendo conto che c’è sempre una possibilità: quella di non prevedere alcun innesto in giunta, ridistribuendo le deleghe di Giacobazzi. Se fosse così, a raccogliere per un anno buona parte delle deleghe rimaste senza paternità potrebbe essere il numero due di Muzzarelli in giunta, l’assessore Giulio Guerzoni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google