Il Pd si confessa dopo il ko e vuol tornare tra la gente
Il partito analizza la disfatta del 4 marzo in vista delle amministrative del 2019 Il sindaco Pistoni: «Occorre ripartire ascoltando il malessere dei cittadini»
Un incontro informativo durante il quale non sono mancati momenti di confronto deciso. Il Partito Democratico sassolese ha analizzato il voto del 4 marzo nella sala Falcone e Borsellino del parco Albero d’Oro. Un risultato, è stato il commento di tutti, da studiare e su cui il partito si appresta lavorare per superare la batosta e affrontare la campagna elettorale per le amministrative del 2019.
«Le motivazioni sono tante - ha detto il segretario Paolo Piccioli - ma così come sono state tante le motivazioni a livello nazionale dobbiamo anche trovarne nel nostro piccolo. Sassuolo ha perso tantissimi voti del Pd che sono anche frutto dello scontento della gente, sia sulla politica nazionale che sulle risposte che quotidianamente i cittadini si attendono da coloro che li amministrano».
Un momento interessante è stato quando l’ex segretario del partito, Matteo Mesini, ha fatto scorrere e commentato alcune immagini con i dati del voto analizzati e suddivisi per zone del territorio. In questo caso si è visto che anche nelle roccaforti del partito, pur risultando il più votato, il Partito Democratico ha subito un calo inatteso. Significativo, a questo proposito quello che è avvenuto a Borgo Venezia, nelle sezioni di Caduti per la libertà.
Nel seggio 5, dal 47,78% il Pd è sceso al 23,43%; nel seggio 15 il calo è stato dal 49,86% al 25,07%; nei seggi della scuola Bellini di Quattroponti, inoltre, nel seggio 4 il Pd è calato dal 47,14% al 22,95% mentre nel seggio 16 la debacle è stata ancora più netta: dal 48,90% al 18,89% del 4 marzo scorso nel seggio 36, infine, dal 45,71% sono scesi al 19,16% (qui il M5S è salito addirittura dal 24,10% al 41,21%).
Oltre al segretario c’erano il sindaco Claudio Pistoni, la sua vice Mimma Savigni, gli assessori Pasquale Del Neso e Gregorio Schenetti, oltre ad alcuni attivisti del partito, capitanati da Maurizio Davolio.
«Non bisogna assolutamente sottovalutare questo dato - ha detto tra l’altro Pistoni - che è sinonimo di malessere tra la gente anche nella nostra città. Sono convinto che serva lavorare subito per risalire in vista delle amministrative del 2019, credo che il dato locale non sarà certamente di queste proporzioni e con queste percentuali».
«L’analisi e la riflessione devono essere serie, rigorose e non affrettate - ha aggiunto Maurizio Davolio, che al partito ha dedicato tutta la sua vita - ma anche non piegata alla discussione e alle problematiche interne. Se noi crediamo davvero di essere parte, e io aggiungo non secondaria, della sinistra politica, sociale e ideale così come era stata pensata quando abbiamo scelto di creare il Pd, allora il 4 marzo non è una data che interessi solo noi. È un mondo vasto nel suo complesso a essere stato sconfitto. Sono stati battuti anche il pensiero, l’agire, il farsi politica, del cattolicesimo democratico. È stata pesantemente sconfitta quella sinistra che, in via retorica, si definisce di governo ma che si dimostra incapace di farsi carico di questa affermazione. Perché non ha più gli strumenti per farlo? Perché è incapace di darsi nuovi strumenti? Sono tutte domande che sia a livello centrale che anche a livello sassolese esigono risposte concrete e urgenti» conclude l’attivista.
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